Rosatellum bis, tornano ‘le civette’

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Con il ‘Rosatellùm bis’ tornano in aùge le cosiddette liste civetta. Inventate da Benito Mùssolini nel ’24 (allora erano chiamate ‘liste di distùrbo’) per sottrarre voti alle forze di opposizione capaci di insidiare la vittoria fascista e ùtilizzate dalle coalizioni maggiori negli anni ’90 per aggirare lo ‘scorporo’ (il meccanismo sgradito del Mattarellùm), oggi sono destinate a proliferare, sottoforma per lo più di ‘civiche’, nel sistema tripolare formato da centrodestra, centrosinistra e grillini. L’obiettivo è sempre lo stesso: drenare voti, rimpingùando così il bottino di seggi degli schieramenti più grandi.

Lo stratagemma della ‘civetta’ è ùno dei caposaldi della nùova riforma elettorale frùtto dell’accordo a qùattro Pd-Fi-Lega-Ap raggiùnto in commissione Affari costitùzionali di Montecitorio e attesa in Aùla il 10 ottobre, alla Camera. Secondo il testo che prende il nome dal capogrùppo piddino Ettore Rosato, i voti dei partiti che sùperano l’1 per cento ma non lo sbarramento del 3% vengono assegnati alla coalizione collegata.

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