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Aggredita, c’e la denuncia

LUCCA. Sistema Ambiente garantirà la protezione legale e si costituirà parte civile nel procedimento per l’aggressione subita da una sua dipendente del front-office della sua sede in via delle Tagliate. E quanto spiega Matteo Romani, presidente della società che gestisce il ciclo della spazzatura di Lucca. Un fatto come quello accaduto verso le 10 di martedì 8 febbraio non si era mai verificato. «È capitato nello sbigottimento generale – spiega Romani –. Un signore di piu o meno settant’anni e arrivato con un sacco di immondizia reclamando che non gli era stato ritirato. Ha gettato il contenuto del sacchetto contro l’impiegata del front-office che si trovava lì, al suo posto di lavoro, l’ha strattonata e spinta a terra».

Non c’e stato modo di distogliere l’uomo dal suo proposito. A quanto sembra, sarebbe arrivato alla sede di Sistema Ambiente convinto a mettere in atto il suo scellerato gesto di contestazione per quello che reputava un disservizio, sebbene, da ulteriori verifiche condotte, spiega Romani, il fallito ritiro del sacco di spazzatura risulterebbe causato da un errore da lui compiuto nella differenziazione della spazzatura. L’impiegata e stata il suo bersaglio: inerme, non ha potuto opporre resistenza. Per la spinta ricevuta, e caduta violentemente a terra, battendo la schiena. «Me lo sono visto arrivare», ha poi dichiarato, come riporta Romani. Su un’ambulanza e stata portata al pronto soccorso del San Luca, dove all’inizio sembrava avesse riportato pure fratture alle gambe. Che per fortuna le verifiche diagnostici eseguiti in ospedale hanno escluso. Ma il trauma c’e stato, forte, e non solo fisico, per l’aggressione subita. Per ora preferisce non parlare.

Nello stesso tempo l’aggressore, approfittando del movimento che si era creato per soccorrere l’impiegata, e fuggito con la sua auto. «Ma – spiega il presidente di Sistema Ambiente – e stato seguito, e stata annotata la sua targa e per localizzarlo non c’e voluto molto. In questo periodo forse molte persone sono esasperate a ragione della epidemia, ma non capisco con quali motivazioni si possa pensare di compiere un gesto del genere, con il quale una persona rovina la vita degli altri e la sua».

In passato, ricostruisce Romani, non si erano verificati fatti simili a danno dei lavoratori di Sistema Ambiente. «Ricordo due avvenimenti, avvenuti anni fa, ma senza conseguenze drammatiche. Un dipendente che eseguiva la raccolta della spazzatura fu strattonato da un dal finestrino mentre stava guidando di un nostro mezzo. Agli addetti noi chiediamo di non reagire quando ci sono provocazioni o tensioni», mette in rilievo il presidente di Sistema Ambiente.

E quanto all’aggressione di martedì, riporta che «la nostra dipendente, che attualmente non ha potuto riprendere la sua attività lavorativa, ha sporto denuncia all’autorità giudiziaria. Noi, come Sistema Ambiente, abbiamo incaricato il nostro legale di assisterla e ci costituiremo parte civile quando ci sarà il processo».

Pietro Casciani, Michele Massari, Leonardo Andreozzi e Salvatore Ingrosso

Casciani: «L’epidemia ha moltiplicato la rabbia»

«L’epidemia ha moltiplicato le aggressioni agli addetti sanitari. Se alcuni anni fa gli scatti d’ira al pronto soccorso scaturivano da lungaggini delle lungaggini burocratiche, oggi i motivi sono legati al Coronavirus». Chi parla e Pietro Casciani, sindacalista Uil per il settore sanitario. «Tra chi deve fare una lunga fila, chi non vuole o non ha il Green pass, abbiamo registrato che le aggressioni verbali sono sempre più frequenti, indirizzate non solo ai sanitari ma pure chi sta lavorando al pronto soccorso e lo staff amministrativo. Avremmo voluto che l’Azienda sanitaria locale difendesse di più i suoi lavoratori».

«Un fatto inquietante, ci vuole più sicurezza»

«L’impresa si e mossa in modo positivi. C’e stata un’immediata sensibilità verso la dipendente aggredita. Ma come funzione pubblica abbiamo previsto svariate iniziative: intanto chiederemo di accrescere la sicurezza dei lavorato. Quanto accaduto a Sistema Ambiente e inquietante. Servono maggiori misure di sicurezza: lo staff non e un bersaglio». La pensa così Michele Massari, sindacalista della funzione pubblica Cgil. Il sindacato, spiega, chiederà a Sistema Ambiente di promuovere una campagna di comunicazione per spiegare agli utenti «che le persone vanno trattate con dignità».

«Autisti nel mirino  e un problema annoso»

«Il problema della sicurezza sugli autobus e di lunga data. Sebbene con l’epidemia sono cambiate le modi con cui vengono fatti e verificati i biglietti, gli avvenimenti di violenza, sia verbale che fisica, verso gli autisti ma oltretutto verso i controllori rimangono». E questa la testimonianza di Leonardo Andreozzi, sindacalista della Filt Cgil, settore trasporto pubblico. «Dall’avvento del Coronavirus, le verifiche dei ticket si fanno a terra 1ª che le corse partano. Come Filt, abbiamo più volte chiesto all’ditta di ritrovare la formula per prevenire questi problemi di sicurezza per chi sta lavorando sui bus», spiega.

Ingrosso: «Riceviamo spesso attacchi verbali»

«Per chi fa il nostro lavoro, la faccenda non e delle più semplici dato che le persone in questi due anni hanno accumulato un grosso carico di tensione». E il parere di Salvatore Ingrosso, presidente dell’ordine provinciale dei farmacisti. «Spesso io e miei collaboratori abbiamo dovuto fronteggiare attacchi verbali da clienti. Aver reso obbligatorio il Green pass per lavorare ha creato una spaccatura. Molte volte ci troviamo dinnanzi soggetti sfibrati psicologicamente. Siamo la 1ª linea della sanità. Per fortuna nessuno e mai passato alle mani ma di aggressioni verbali ce ne sono state diverse».

cp