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Ambiente, Brindisi. I Comitati per l’ambiente contro il decreto Semplificazioni. Appello ai parlamentari per cambiare le norme

Ambiente, Brindisi. I Comitati per l’ambiente contro il decreto Semplificazioni. Appello ai parlamentari per cambiare le norme 

Appello di 130 associazioni da tutta Italia su VIA e bonifiche. Il decreto “semplificazioni” è devastazione!  Penalizzata particolarmente Brindisi…

Svuotati di significato i Siti nazionali di Bonifica trattati come territori “ordinari” nonostante il gravissimo inquinamento, da Taranto al Sito d’Interesse Nazionale di Micorosa a Brindisi, da Livorno a Gela, da Milazzo a Mantova e altre decine di aree.

La bonifica ora si ferma ai suoli: e le falde contaminate? 

Sulla VIA svilita la partecipazione dei cittadini.

Sono in attesa di VIA nel solo territorio brindisino: il megagasdotto Poseidon da Israele, Cipro e Grecia con approdo a Otranto e arrivo a Matagiola, Brindisi; la conversione a gas della megacentrale a carbone di Cerano, che doveva invece chiudere; la conversione a gas della centrale A2A di Brindisi Nord, ferma dal 2013, il megagasdotto interconnessione Rete Adriatica SNAM Matagiola-Massafra, due nuovi gasdotti da Matagiola a Cerano e da Matagiola a Brindisi Nord, 15 progetti di megafotovoltaico per 850 ettari nel solo brindisino con conseguente ulteriore consumo di suolo, 1 megaeolico tra Brindisi e Mesagne, diverse impianti di compostaggio per produzione di metano (Erchie, Brindisi, Manduria) e chissà quanti altri progetti inquinanti e devastanti per il territorio e l’ambiente spunteranno ora con la “semplificazione” delle autorizzazioni. 

Finora la valutazione di impatto ambientale di grandi opere energetiche durava anche diversi anni, per integrazioni e prescrizioni richiesti dai Ministeri, Regione, ARPA, Comuni, Province, Sovraintendenza, ambientalisti e cittadini… 

Ora l’analisi dei progetti energetici verrà affidata a una apposita “Commissione Tecnica PNIEC” del Ministero da effettuare in poche settimane, con la possibilità degli altri enti e cittadini di porre solo “osservazioni” consultivi…

Inoltre vengono limitati (semplificati) gli interventi ed i blocchi dei sindaci contro la nuova rete 5G per il principio di precauzione, cioè non si sa se queste ulteriori onde ad alta frequenza facciano male o no. I sindaci di Brindisi, Carovigno, Mesagne e oltre 40 sindaci nel leccese avevano bloccato le installazioni sul prorio territorio. Un altro favore alle compagnie multinazionali telefoniche…

Il Decreto è ancora all’esame del parlamento. Da tutta Italia parte l’appello ai parlamentari di oltre 130 reti di cittadini, movimenti e associazioni: nella conversione in legge fermate i regali agli inquinatori e multinazionali, difendete la salute dei cittadini!

Falde acquifere inquinate abbandonate a loro stesse; taglio della partecipazione dei cittadini alla Valutazione di Impatto Ambientale; complicazioni nei procedimenti di bonifica; aumento delle “poltrone” con la costituzione di una seconda commissione nazionale V.I.A.; procedure di favore per le opere fossili spacciate sotto il titolo paradossale ma accattivante “Semplificazioni in materia di green economy”: il Dl Semplificazioni contiene un attacco frontale all’ambiente e ai diritti fondamentali dei cittadini.

Bonifiche

Per quanto riguarda i Siti Nazionali di Bonifica, individuati dallo Stato come le aree più inquinate del paese in base al Testo Unico dell’Ambiente D.lgs.152/2006 non si procederà più, come si fa oggi, direttamente alla caratterizzazione delle aree – ossia il delicato e stringente processo di ricostruzione della contaminazione avvenuta – dando per scontato che i terreni dell’Ilva a Taranto, di Bussi, di Gela, di Falconara, di Micorosa e di decine di altri siti siano contaminati pesantemente e che quindi è necessario il massimo approfondimento. Invece, con l’art. 53, si rende possibile agli inquinatori di partire presentando invece della caratterizzazione una più semplice e blanda “indagine preliminare”, come avviene per un sospetto di inquinamento in qualsiasi altra area del paese. Come se una raffineria fosse una pompa di carburante, insomma!

Alla faccia della semplificazione si aggiunge così un ulteriore passaggio presso il Ministero dell’Ambiente che è già vergognosamente indietro con bonifiche che, grazie anche a questo decreto, diventa un vero e proprio miraggio tra lungaggini di ogni tipo. Il ruolo del Ministero sempre di più ci sembra quello dello stopper delle bonifiche, con risparmi miliardari alle aziende che hanno inquinato.

Vi è però di peggio, nel decreto. Un tana libera tutti per i grandi inquinatori delle acque sotterranee, che oggi è una vera e propria emergenza del paese, visto che all’art.53 si introduce il micidiale comma 4 quater che prevede testualmente che “La certificazione di avvenuta bonifica di cui all’articolo 248 può essere rilasciata anche per la sola matrice suolo…” a cui segue “lo svincolo delle relative garanzie finanziarie” che l’inquinatore deve depositare al momento della segnalazione dell’avvenuta contaminazione. E la bonifica dell’acqua sotterranea contaminata?

Un vero e proprio incentivo a non bonificare che, tra l’altro, varrà per i grandi gruppi che hanno inquinato, visto che si applica solo ai Siti Nazionali di Bonifica e non già agli altri siti contaminati “normali”. Un vero e proprio paradosso, insieme all’ulteriore norma che esclude per i Siti Nazionali di Bonifica l’applicazione delle procedure semplificate introdotte nel 2014 con l’art.242bis proprio per velocizzare le bonifiche ripulendo tutto senza ricorrere all’analisi di rischio che porta lungaggini e bonifiche più blande (ma meno costose!).

Tutto ciò fa capire il tipo di “semplificazioni” che questo Governo e il Ministro Costa stanno facendo agli inquinatori.

Valutazione di Impatto Ambientale

Il Governo all’art.50 del Decreto taglia la partecipazione dei cittadini. Tanti bei propositi, soprattutto dal M5S e dal Ministro Costa, sul valore della cittadinanza attiva e sull’impegno civico diffuso e ora, invece di colpire i burocrati ministeriali che ci mettono anni ad esaminare le pratiche si indebolisce il ruolo dei cittadini che vogliono dire la loro su decisioni che impattano sulla loro salute, sulla qualità della vita e sull’ambiente. A questi soggetti, riuniti in associazioni, dovrebbe anzi essere garantita la possibilità di partecipare per poter intervenire durante tutto il procedimento amministrativo, comprese le Conferenze dei Servizi di cui alla Legge 241/1990: l’Art.118 della Costituzione favorisce proprio “l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

Si sacrificano, invece, i già brevi termini per presentare le osservazioni da parte dei cittadini su progetti enormi, dalle raffinerie alle centrali termo-elettriche passando per gasdotti, trivelle e altre grandi opere, costituiti da centinaia di elaborati tecnici e migliaia di pagine.

Questi i nuovi termini:

-nella verifica di Assoggettabilità a V.I.A. da 45 giorni a 30;

-nella V.I.A. “normale” restano 60.

-nella V.I.A. nazionale tramite conferenza dei servizi simultanea da 60 a 30 giorni;

-nella V.I.A. regionale si passa da 60 a 45 giorni.

Si arriva quindi al paradosso che per un’opera regionale, sicuramente  meno complessa, si avranno più giorni rispetto ad una procedura nazionale fatta procedendo per conferenza dei servizi.

Il tutto da un Ministero, quello dell’Ambiente, in cui non è stato attuato, nonostante da anni ci si riempia di chiacchiere, quel cosiddetto “dibattito pubblico”, previsto peraltro dal Testo Unico dell’Ambiente D.lgs.152/2006 fin dal 2006 sui progetti più impattanti.

Poi all’art.51 del Decreto la vera e propria elusione della Valutazione di Impatto Ambientale per il potenziamento di opere esistenti stradali, ferroviarie e idriche, una violazione netta della Direttiva Comunitaria 2014/52 che obbliga di assoggettare a V.I.A. le varianti sostanziali di queste opere. Tutto ciò comporterà con ogni probabilità solo ulteriori problemi nell’immediato futuro con ricorsi e condanne a cui porre rimedio spendendo soldi per adeguarsi.

Tante le altre norme vergognose introdotte ma qui evidenziamo due vere e proprie perle.

Alla faccia delle semplificazioni si moltiplicano le poltrone, costituendo una seconda commissione VIA nazionale specifica per le opere del Piano Clima Energia. Grandi slogan, peccato che dentro questo piano ci siano i gasdotti che trasportano metano, un fossile e pericoloso gas clima-alterante. Basta però, mettere la norma, sotto il titolo accattivante “Semplificazioni in materia di green economy” e i cambiamenti climatici saranno un ricordo.

Il DL andrà ora in Parlamento per la conversione in legge. Se i parlamentari non avranno un sussulto eliminando questi regali a inquinatori e affaristi, introducendo norme di civiltà in cui siano capisaldi la partecipazione dei cittadini, la trasparenza e la tutela della salute, troveranno pronti alla mobilitazione le realtà firmatarie di questo comunicato per difendere territori e cittadini.

ADESIONI: 

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Fairwatch

Altragricoltura, Alleanza per la Sovranità Alimentare

Coordinamento Nazionale No Triv

Rete Mamme da Nord a Sud

Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi Free Rivers Italia

Campagna Fuori dal Fossile

Ass. A Sud Onlus

Comitato No Grandi Navi

Comitato No Pedemontana

Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus

Coordinamento No Hub del Gas

Medicina democratica Onlus

Associazione Mediterranea per la Natura Onlus

Rete Per la Tutela della Valle del Sacco – RETUVASA

Comitati Cittadini per l’Ambiente – Sulmona

Brigate Solidarietà Attiva Abruzzo

Brigate Solidarietà Attiva Marche

Associazione “Ornitologi Marchigiani” APS

Comitato No Tunnel TAV di Firenze

Salute Pubblica, Brindisi

Comitato Tutela Parco Faggi Sgaravatti

Erchie Informa

LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia – Marche

Comitato NO Pedemontana Matelica

SOS Adriatico – Emilia Romagna

Organizzazione di Volontariato per la difesa diretta della flora e fauna acquatica Care The Oceans

Cagliari Social Forum

Opzione Zero Riviera del Brenta

Comitato popolare “lasciateci respirare” di Monselice (PD)

Trivelle Zero Marche

Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto

Ass.eQual Mantova

ABITO su misura – tutela dei beni comuni

Associazione Antimafie Rita Atria

Comitato Difesa Comprensorio Vastese

Cobas Confederazione dei Comitati di Base

Comitato No Metano Sardegna

Comitato Familiari Vittime Casa dello studente – Rete nazionale Noi non dimentichiamo

Comitato I Discoli del Sinarca – Molise

Mobilitazione Acqua Gran Sasso

Ass.Cova Contro Onlus

Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia del Centro storico di Brescia

Viviamo il Liri – Comitato a difesa del Fiume Liri

Coord. delle Assoc. No Triv della Val di Noto

Forum H2O Abruzzo

COMITATO MAMME LIBERE (di Policoro-Basilicata) per la tutela dei figli

GECO – Genitori Consapevoli Basilicata

“Mediterraneo No Triv”

Noi genitori di tutti – Onlus

Rete di Cittadinanza e Comunità- Terra dei Fuochi

Stop Biocidio

Mamme Vulcaniche

Taranto Respira

Gruppo Alterazione Climatica – Pesaro

Forum Ambiente Salute e Sviluppo  di Brindisi

Famiglia Casto Marcello – del rione Tamburi di Taranto

ODV Comitato difesa ambiente territorio Spinea

Associazione IL SALVIANO – Centro Natura Marsica

ERCI team Onlus

CSEN Ambiente

Comitato Donne 29 Agosto -Acerra

No all’Incenerimento Sì al Riciclo Totale di Rifiuti -Fanna (PN)

Rifiutiamoli

Salix in Mente -Padova

ENPA Marche

Comitato No Stoccaggio Gas Poggiofiorito (CH)

Disarmisti Esigenti

Comitato Notube – Prov. Piacenza

Comitato Terme e Val Trebbia – Piacenza

Circolo Legambiente Val Trebbia

Forum Ambiente Salute e Sviluppo di Brindisi

Fipsas, sezione provinciale di Piacenza

Comitato Fermiamo la Guerra di Firenze

Ondaverde onlus Falconara Marittima

Mal’aria Falconara Marittima

Mamme Castenedolo Brescia

Mamme Comitato Cittadini Calcinato

Mamme Contro l’inceneritore di Mantova

Mamme No Smog Sud Milano

Laboratorio Falkatraz Onlus di Falconara marittima

Associazione “Mamme per la Salute e l’Ambiente onlus” Venafro

Associazione mamme in piazza per la Libertà di Dissenso

Non Una di Meno di Alessandria

Comitato Stop Solvay di Alessandria

Assoziazione GiorgioForever

Comitato Legamjonici Taranto

Comitato No Colacem

Coordinamento No Triv – Terra di Taranto

Mamme No Tap (Lecce)

Giustizia per Taranto

Peacelink

Comitato STOP VELENI

Coordinamento per il territorio contro la discarica Armicci-Bonvicino di Lentini – Siracusa

Comitato No Wi-Fi Toscana

SOS – La Piana del Casone – Scarlino

Obiettivo Periferia- piana fiorentina

Biodistretto Montalbano – piana fiorentina

Alleanza Beni Comuni- piana fiorentina

Mamme NoPfas – genitori attivi – zone contaminate

Vicenza senza Elettrosmog

No alla Discarica di Torretta-Verona/Rovigo

Rete Commissioni Mensa Nazionale

Comitato No Snam – Umbria

Comitato No Devastazioni – Umbria

Ambiente e Salute nel Piceno

Trivelle Zero Molise

Comitato di Redazione PFAS.land

Forum Ambientalista

Movimento NoTap/Snam Brindisi

Redazione emergenzaclimatica.it

Collettivo No al Fossile Civitavecchia

Il Martello del Fucino

Acqua Bene Comune Pistoia

Alleanza Beni Comuni Pistoia

Comitato S.O.L.E. Civitavecchia

Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus

Ambiente Basso Molise

Assonautica Acque Interne Lazio e Tevere

“Orsa Pro Natura Peligna” SULMONA

Verdi, Ambiente e Società Salento

Il Popolo degli Ulivi Puglia

Ass. CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Legalità, la Salute e l’Ambiente, operante nell’Ovest Vicentino)

Comitato Acqua Bene Comune di Verona

Gruppo Tamburi Combattenti, Taranto

Zero PFAS Padova

Associazione Terra Mia – Melendugno

Associazione ADASC – Coordinamento Ambientale Valle del Mela

Zero PFAS Padova

Emidio di Treviri – Gruppo di ricerca sul post terremoto dell’Appennino centrale

Associazione APULIA Terra Natura Zampe Onlus

Comitato per il Territorio delle Quattro Province

No Scorie Trisaia – Basilicata

Circolo Legambiente “La nostra terra” di Borgosatollo, Castenedeolo, Ghedi e Montirone APS

Ambiente e Salute Bolzano

 

 

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