Attualitá

Appello al ministro: un’etichetta per distinguere gli allevamenti intensivi da quelli che rispettano gli animali

Appello al ministro: un’etichetta per distinguere gli allevamenti intensivi da quelli che rispettano gli animali 

Lettera d’amore a una ministra. A scriverla, pochi giorni fa, i membri di CIWF (Compassion in World Farming) Italia, insieme a ENPA, Green Peace e Legambiente. Destinataria Teresa Bellanova, titolare del dicastero delle Politiche Agricole.
Amore per gli animali, per Madre terra e naturalmente per il genere umano, visto che le produzioni da allevamenti intensivi sono quanto di peggio possiamo assumere per nutrirci. E storia lunga, se è vero che già nel gennaio scorso, a margine di un intervento al Consiglio dei Ministri UE, gli stessi mittenti di oggi avevano ricordato a Bellanova l’importanza di distinguere fra i diversi metodi di allevamento in stalla, “per non etichettare con la dicitura ‘benessere animale’ prodotti che provengono da allevamenti intensivi, che impongono livelli di benessere estremamente carenti oltre ad essere impattanti per l’ambiente”.

Le settimane sono passate invano. A maggio, CIWF e Legambiente, insieme alla deputata LeU Rossella Muroni, hanno presentato una proposta di legge per introdurre nel nostro paese un’etichetta sul metodo di allevamento degli animali, accompagnata dalla richiesta di un incontro con la ministra.

Il silenzio in risposta è stato così desolatamente assordante da indurre i firmatari a scriverle una lettera aperta. Dove, tra l’altro, si legge: “Da anni Ciwf Italia, Greenpeace Italia e Legambiente conducono insieme una campagna per far sì che si possano conoscere chiaramente, sin dall’etichetta, con quale metodo gli…

Show More
Close