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Arezzo, morto in moto a 33 anni: automobilista positivo ad alcol e stupefacenti ma è battaglia di perizie

Luca Serafini 08 dicembre 2021

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Battaglia di perizie nel procedimento per la morte di Enrico Occhini, vittima di un terribile incidente stradale dopo avvenuto dopo le 19 del 31 luglio 2020. Aveva 33 anni, sposato e padre di una figlia piccola. Una tragedia.

Avvenne ad Arezzo sulla statale 73 all’incrocio con via Salvadori, zona San Marco. L’automobilista che oltrepassò la doppia fettuccia e gli andò addosso con la Ford Focus, un albanese di 34 anni, e accusato di omicidio stradale aggravato dal fatto di essersi messo alla guida dopo aver assunto alcol e sostanze stupefacenti. Rischia una pesante condanna ma ieri davanti al giudice Giulia Soldini il suo avvocato, Alessandro Mori, ha prodotto due consulenze tecniche per cercare di contenere le accuse: una riguarda la dinamica dell’incidente e l’altra mette in dubbio l’assunzione di sostanze psicotrope. Il Giudice udienza preliminare ha rinviato l’udienza al 3 marzo quando saranno sviscerati i contenuti delle perizie. La procura – ieri in aula il procuratore Roberto Rossi – chiede di portare nel procedimento il proprio consulente.

Uno dei nodi da sciogliere riguarda le “benzodiazepine” emerse dalle analisi eseguite sull’automobilista dopo lo scontro: sostanze classificate come illecite e tali da aggravare l’imputazione. Secondo la difesa quella positività sarebbe invece da ricondurre ai farmaci somministrati dai sanitari al giovane, che rimase ferito e fu trasportato all’ospedale. Non ci sarebbe la prova di assunzione di droga prima di mettersi al volante, ritiene la difesa. Quanto all’alcol, gli fu riscontrata una presenza di 0,7 milligrammi/litro

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