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Austria, cittadinanza e passaporto a ebrei cacciati durante il nazismo e ai loro discendenti

Austria, cittadinanza e passaporto a ebrei cacciati durante il nazismo e ai loro discendenti 

VIENNA – È l’emendamento che cambia tutto. Dal primo settembre non solo gli ebrei cacciati dall’Austria durante il nazismo, anche i loro discendenti potranno chiedere la cittadinanza austriaca, figli e nipoti adottati inclusi. E potranno acquisire il passaporto austriaco in aggiunta a quella che già possiedono.
 
L’emendamento alla legge sulla cittadinanza già approvata un anno fa, dopo anni di battaglie della comunità ebraica e grazie all’impegno dell’attuale cancelliere, Sebastian Kurz, è stata cambiata in un momento cruciale. Nell’imminenza della Brexit potrebbe attirare molti cittadini britannici scappati ottantadue anni fa dall’Austria post-Anschluss o i loro figli e nipoti, interessati a mantenere un passaporto comunitario anche dopo l’uscita di Londra dall’Ue.  
 
Dopo la presa del potere dei nazisti in Austria, nel 1938, circa 128mila cittadini ebrei fuggirono all’estero. Tra gli anni Trenta e Quaranta, esponenti di primissimo piano della vita culturale e letteraria del Paese scapparono: da Sigmund Freud a Stefan Zweig, da Elias Canetti a Robert Musil, ma anche Billy Wilder o Arnold Schönberg. E la seconda meta preferita degli esuli, dopo gli Stati Uniti, fu il Regno Unito.
 
Austria, cittadinanza e passaporto a ebrei cacciati durante il nazismo e ai loro discendenti

Sigmund Freud

Come “vittima” del nazismo è considerata, recita la nuova legge, “una persona che in possesso della cittadinanza austriaca o della cittadinanza di uno Stato succeduto alla monarchia austro-ungherese o apolide e residente sul territorio nazionale sia…

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