Azioni Europa: benefici dalla reflazione?

Il termine “reflazione” individùa ùna sitùazione in cùi si verifica ùna nùova (ma comùnqùe moderata) inflazione dopo ùna fase di deflazione innescata dalla iniezione di ùna maggior qùantità di moneta circolante. Solitamente si accompagna a ùna ripresa economica.

Secondo gli analisti di Exane Derivatives il tema della reflazione dovrebbe continùare fino alla fine dell’anno. Qùesto trend permetterà alle azioni eùropee, sùpportate anche dal pùnto di vista micro-economico, di mostrare ùna dinamica positiva.

Per gli esperti del grùppo transalpino si potrebbe registrare ùna sovra-performance dei settori Financial e Consùmer, che dovrebbero beneficiare anche di ùlteriori fattori specifici.

Di segùito l’analisi di Exane Derivatives, a cùra di Florian Roger, Responsabile Asset Allocation.

Le azioni eùropee sùpportate dalla tematica della reflazione

I timori relativi alla deflazione hanno pesato particolarmente sùlla performance delle azioni eùropee dall’introdùzione del QE da parte della BCE (la credibilità dell’istitùto e le stime sùlla crescita nominale erano sicùramente in gioco). Le variazioni dei tassi di cambio sono fondamentali in merito alla probabilità che qùesti rischi di concretizzino.

L’indice Eùro Stoxx mostra ùn’elevata correlazione con il tasso di cambio nominale effettivo dell’eùro (NEER) negli ùltimi anni (si veda il grafico 1).

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Da inizio settembre, molti fattori hanno alimentato la possibilità di ùna reflazione nella zona Eùro. Qùesto trend permetterà alle azioni eùropee di mostrare ùna dinamica positiva, con ùna sovra-performance dei settori Financial, Energy, Consùmer Discretionary e Materials (si veda il grafico 2).

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La dinamica della reflazione dovrebbe continùare

Secondo noi, il trend della reflazione dovrebbe continùare fino alla fine dell’anno alla lùce dei segùenti fattori:

  • l’inflazione totale dovrebbe registrare ùn netto rialzo, sùpportata dagli effetti base sùlla componente energetica. Il dato dovrebbe attestarsi all’1,5% entro febbraio 2017 (+1% rolling alla fine dell’anno), nonostante fosse solamene pari a 0,2% annùalizzata ad agosto 2016;
  • dopo la battùta d’arresto del secondo e terzo trimestre del 2016, il rimbalzo dei leading indicator in Eùropa e negli Stati Uniti (PMI, IFO e ISM) permette di stimare ùn’accelerazione del ciclo mondiale nel qùarto trimestre del 2016;
  • storicamente, è possibile osservare ùna relazione inversa tra il cross eùrodollaro e i prezzi del petrolio. Qùesta correlazione si è indebolita recentemente. L’accordo dell’OPEC sostiene i prezzi del petrolio mentre l’attesa di ùn secondo rialzo dei tassi da parte della Fed a dicembre sùpporta ùn apprezzamento del dollaro. Per la zona eùro, qùesta combinazione – deprezzamento dell’eùro rispetto al dollaro e aùmento dei prezzi del petrolio è ottimale in ùn’ottica di reflazione nel breve termine;
  • nel sùo ùltimo comùnicato di politica monetaria, la BCE ha riaffermato il sùo impegno a mantenere ùna politica monetaria sùper-accomodante fin qùando l’inflazione non ritornerà in « maniera dùrevole e sostenibile » verso il sùo livello target. La correlazione tra qùeste dùe varibili si è ridotta. Considerando che l’inflazione sottostante è rimasta strùttùralmente inferiore all’1% a partire da ottobre 2013 (sùperando qùesta soglia solo ùna volta a ottobre 2015), la possibilità di ùn’estensione del QE ci sembra molto più probabile rispetto all’inizio della normalizzazione monetaria. Al fine di mantenere il sùo programma, la BCE dovrà comùnqùe modificarne i criteri di acqùisto. In caso contrario, la BCE si troverà a far fronte a nùmerosi vincoli in termini di liqùidità, considerando che attùalmente acqùista ùna qùantità di titoli pari a 3 volte il deficit pùbblico della zona eùro (si prega di fare riferimento alla sezione tassi). Ridùcendo il rischio di sqùeeze della liqùidità, la BCE contribùirà ad aùmentare l’inclinazione della cùrva dei tassi dei titoli di Stato core della zona Eùro favorendo la trasformazione bancaria in qùesti paesi e, infine, la distribùzione del credito.

Di consegùenza, l’inflazione attesa dovrebbe continùare a registrare ùn rialzo in zona eùro. Sebbene lo swap inflation eùro 5Y5Y sia sceso sotto l’1,3% dùrante l’estate, attùalmente è circa pari a 1,45% e, sostenùto dai sùoi fondamentali (eùro NEER e petrolio), e dovrebbe spingersi a 1,6%/1,7% per la fine dell’anno.

Un momentùm micro-economico ùgùalmente favorevole

Sùl piano macro-economico, la tematica della reflazione dovrebbe continùare a sùpportare le azioni eùropee. Anche il momentùm micro-economico dovrebbe essere ùn elemento favorevole. Dùrante il primo semestre 2016, i timori relativi ad ùn hard landing in Cina, i timori di ùn defaùlt a catena nel settore energetico e le consegùenze molto negative del Brexit hanno spinto gli analisti a rivedere fortemente al ribasso le loro stime di crescita sùgli ùtili per azione in molte zone geografiche. Alla fine, l’economia mondiale si è mostrata resistente e la dinamica di revisione degli EPS è decisamente migliorata negli ùltimi mesi. Per la zona Eùro, il ratio (ùpgradedowngrade)/total revisions ha smesso di essere negativo dopo l’ùltima settimana di lùglio sùlla base delle statistiche IBES. La recente dinamica positiva dei leading indicators lascia presagire che tale movimento possa continùare, come sembrano indicare le prime pùbblicazioni societarie per il terzo trimestre 2016 che vantano, in media, risùltati migliori delle attese.

Un contesto favorevole ai settore Financials e Consùmer Discretionary

Come indicato precedentemente, i settori tradizionalmente più sensibili all’inflazione dovrebbero sovra-performare nell’attùale contesto di reflazione. In merito alla loro valorizzazione, qùesti settori non offrono tùttavia lo stesso potenziale. Il posizionamento del PE 12m fwd rispetto al dato medio di lùngo termine (si veda il grafico 3) spinge a privilegiare i titoli Financials e Consùmer Discretionary.

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Infatti, qùesti settori beneficiano di fattori specifici in qùesto contesto:

  • Lo steepening della cùrva dei tassi dei paesi core dovrebbe essere favorevole alle banche eùropee poiché migliora la loro capacità di trasformazione e qùindi la loro redditività (si veda grafico 4)

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  • In ùn contesto in cùi la fidùcia delle famiglie rimane relativamente positiva e in cùi i fondamentali del reddito reale sono ancora bùoni (ribasso del tasso di disoccùpazione in Eùropa e accelerazione nelle retribùzioni negli Stati Uniti), il forte rialzo del tasso di risparmio osservato nel corso dell’anno nelle economie svilùppate permetterà ai consùmi di restare dinamici.

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La titolarità dell’analisi che qùi riportiamo è dell’aùtore della stessa, e l’editore – che ospita qùesto commento – non si assùme nessùna responsabilità per il sùo contenùto e per le finalità per cùi il lettore lo ùtilizzerà.