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Bielorussia, bavaglio sui media: ritirato l’accredito ai reporter stranieri

Bielorussia, bavaglio sui media: ritirato l’accredito ai reporter stranieri 

Si stringe la morsa attorno ai media in Bielorussia alla vigilia della terza nuova grande manifestazione domenicale indetta dall’opposizione bielorussia che contesta i risultati delle presidenziali del 9 agosto che hanno assegnato un sesto mandato ad Aleksandr Lukashenko. I giornalisti bielorussi indipendenti sono quasi tutti in carcere. Ai giornalisti stranieri viene negato l’accredito. Chi prova a entrare nel Paese senza viene respinto alla frontiera. E i pochi che lo avevano, oggi se lo sono visti ritirare. Giovedì molti reporter erano stati fermati: alcuni erano stati rilasciati dopo diverse ore, altri si trovano tuttora in carcere, mentre il fotoreporter svedese Paul Hansen vincitore di numerosi World Press Photo è stato espulso con il divieto di tornare per cinque anni.

La decisione di ritirare l’accredito a vari giornalisti di media stranieri è stata presa – ha spiegato il portavoce della diplomazia bielorussa Anatolij Glaz – sulla base di una raccomandazione della Commissione interministeriale della lotta contro l’estremismo e il terrorismo. Sono almeno 17 i reporter convolti dal provvedimento: quattro dipendenti di Rfe/Rl (Radio Free Europe/Radio Liberty),  due di Bbc, due di Afp, due di Reuters, due di Ard, uno di Current Time Tv. “Così facendo – ha commentato Franak Viacorka, analista bielorusso, membro dell’Atlantic Council – Lukashenko cerca di sterilizzare il campo dell’informazione e di uccidere ‘le voci nemiche’. Usa accrediti e false accuse per…

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