Economia

Bonomi: “Vogliamo i contratti, ma siano rivoluzionari”. Al governo: “Non risolti i nodi della crescita”

Bonomi: “Vogliamo i contratti, ma siano rivoluzionari”. Al governo: “Non risolti i nodi della crescita” 

MILANO – Il presidente della Confindustria, Carlo Bonomi, torna sul tema del rinnovo dei contratti dopo l’attacco diretto del leader della Cgil, Maurizio Landini, che ha imputato all’associazione degli imprenditori la mancanza di volontà di procedere alle nuove firme. Sono, secondo quanto ricostruito da Repubblica nei giorni scorsi, 10 milioni i lavoratori in attesa.

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Landini attacca: “Confindustria vuole lo scontro”

Bonomi ha scritto una lettera interna ai presidenti del sistema confindustriale, di cui l’Ansa ha dato notizia, nella quale scandisce: “All’accusa che i leader sindacali hanno rivolto a Confindustria di non volere i contratti abbiamo risposto con chiarezza che Confindustria i contratti li vuole sottoscrivere e rinnovare. Solo che li vogliamo ‘rivoluzionari'”. Con questo intende che siano diversi “rispetto al vecchio scambio di inizio Novecento tra salari e orari”. “Non perchè siamo rivoluzionari noi, aggettivo che proprio non ci si addice, ma  – spiega –  perchè nel frattempo è il lavoro e sono le tecnologie, i mercati e i prodotti, le modalità per produrli e distribuirli, ad essersi rivoluzionati, tutti e infinite volte rispetto a decenni fa”. Bonomi, in vista del tavolo con i sindacati del 7 settembre, indica agli industriali che è una posizione da sostenere “con grande energia”, con “chiarezza e fermezza”, con “tutto l’equilibrio ma anche con tutta la risolutezza necessaria”.

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Welfare, smart working e formazione i nuovi…

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