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Brasile, l’arcipelago da sogno riapre ai turisti: ma solo quelli che hanno già incontrato il virus

Brasile, l’arcipelago da sogno riapre ai turisti: ma solo quelli che hanno già incontrato il virus 

In molti paesi del mondo, specialmente negli stati insulari dipendenti in modo pressoché assoluto dal turismo, le porte per i viaggiatori internazionali cominciano a riaprirsi sul serio. Si va dalle Maldive ad Anguilla, dalle Bahamas ad Antigua e Barbuda passando per Barbados o per la Repubblica dominicana, solo per citarne alcuni. In quasi tutti i casi occorre presentare l’esito negativo di un tampone effettuato da tre a cinque giorni prima dell’approdo nel paese e, in alcune situazioni, rassegnarsi a una pur gradevole quarantena. Nel complesso, dunque, la logica è proprio quella della massima garanzia in chiave di negatività: entra appunto chi possa testimoniare, test alla mano, di essere negativo a sars-Cov-2.
 
Tutto il contrario all’arcipelago brasiliano Fernando de Noronha, che appartiene amministrativamente allo stato di Pernambuco, quello che ha per capitale Recife, nel nord-est del gigante sudamericano. Le 21 isole situate a 350 chilometri dalle coste della madrepatria, nel pieno dell’oceano Atlantico, godono di una spiccata autonomia: costituiscono un distretto statale dotato dunque di un proprio statuto, con una certa libertà amministrativa e finanziaria. A questo si deve, forse, la decisione sulle singolari procedure di riapertura al turismo internazionale dallo scorso primo settembre, dopo oltre cinque mesi di lockdown assoluto. Nell’affascinante arcipelago, infatti, la logica è opposta a quella in vigore in buona parte del mondo: può…
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