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Caso procure, Palamara espulso definitivamente dall’Anm. Lui si difende: “Mai venduta la mia funzione”

Caso procure, Palamara espulso definitivamente dall’Anm. Lui si difende: “Mai venduta la mia funzione” 

ROMA – Definitivamente espulso dall’Anm. Con 111 voti (un solo voto a favore e una scheda bianca), il sindacato dei giudici ha confermato l’espulsione di Luca Palamara. La decisione era già stata presa a luglio, ma Palamara aveva presentato ricorso e aveva chiesto di essere ascoltato. Alla notizia del voto ha dichiarato: “Da magistrato e da cittadino che crede profondamente nel valore della giustizia equa ed imparziale ribadisco che le decisioni devono essere rispettate. Con altrettanta forza ribadisco di non aver mai barattato la mia funzione. Auguro buon lavoro all’Anm nell’auspicio che torni ad essere la casa di tutti i magistrati”. 

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Le scuse di Palamara

“Non ho venduto la mia funzione né a Lotti, né a Centofanti, né ad altri”. “L’accusa di corruzione per aver intascato 40mila euro è caduta”. “Sul piano personale ho sbagliato, ma non ho capito che anche la mia vita privata era pubblica”. “Non intendo sottrarmi né ai processi, né al confronto, ma chiedo di essere giudicato serenamente e di leggere le carte prima di essere giudicato”.  Dopo l’espulsione di luglio dal sindacato dei giudici di cui è stato presidente, Luca Palamara si presenta davanti all’assemblea dell’Anm. Camicia bianca, accento romanissimo, un intervento a braccio in un silenzio spessissimo. Si definisce “scribacchino” per la…

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