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Centomila saracinesche abbassate: l’autunno caldo dei ristoranti

Centomila saracinesche abbassate: l’autunno caldo dei ristoranti 

C’era una volta il mito dello chef. Che aveva scalzato nell’ordine quello del calciatore, del tronista, e perfino quello del commercialista. Il paradiso solo apparentemente tormentato di Master Chef & Co. per anni ha prodotto il miracolo di rendere ambito e affascinante uno dei mestieri più negletti, estrema ratio di genitori di ragazzini allergici ai libri. Il Covid e la sua gestione molto complicata hanno piallato aspirazioni e sbocchi di lavoro. Facile immaginare che il prossimo inverno, al momento di scegliere l’indirizzo scolastico secondario, gli istituti alberghieri non avranno più lo stesso appeal. Mai come in questo momento, infatti, il settore della ristorazione risulta sofferente molto oltre i segnali altalenanti di crisi degli ultimi anni.

Ristoranti, che fatica ripartire!

Secondo gli ultimi dati di Confesercenti-Swg, infatti, le saracinesche abbassate e mai rialzate dopo il lockdown sfiorano quota 100.000, mentre oltre mezzo milione tra hotel, b&b, negozi, bar e ristoranti si dichiara apertamente in difficoltà. Numeri che pesano assai e che diventano macigni assumendo il rischio chiusura per due terzi delle imprese di ristorazione certificato dall’Istat, con la sua coda velenosa di centinaia di migliaia di posti di lavoro in bilico.

Centomila saracinesche abbassate: l'autunno caldo dei ristoranti

Le posizioni sono ovviamente molto variegate. Si va dalle economie protette dei ristoranti super stellati – che grazie al livello di clientela e a situazioni logistiche assolutamente confortevoli e…

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