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Come lItalia (non) fa lavorare i suoi laureati e diplomati

Come lItalia (non) fa lavorare i suoi laureati e diplomati

A 1-3 anni ha un impiego il 58,7%. Almalaurea calcola gli effetti del Covid: tasso di occupazione ridotto del 9%

L’Italia è ultima nell’Unione Europea nel trovare lavoro a chi si è diplomato o laureato dopo tre anni dal conseguimento dal titolo di studio. Dal rapporto dell’Ufficio statistico europeo (su dati 2019), pubblicato quando l’Italia era in piena pandemia e passato un po’ in sordina e illustrato oggi da La Stampa, emerge che il tasso di occupazione, a 1-3 anni dall’aver concluso gli studi, è del 58,7%. Nessuno, nell’Ue, fa peggio. Subito sopra si trova la Grecia (59,4%), al terzultimo posto, distanziata, la Spagna (73), e sono lontani la media europea (80,9%) e il podio: Malta (93,1%), Germania (92,7%) e Paesi Bassi (91,9%). Se invece si considerano solo i laureati (il rapporto indica lo standard Isced …

 

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