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Coronavirus, le raccomandazioni dell’Ue: no alla chiusura delle frontiere

Coronavirus, le raccomandazioni dell’Ue: no alla chiusura delle frontiere 

BRUXELLES – L’Unione chiede ai governi europei di evitare la chiusura delle frontiere in caso di nuove impennate di contagi da Covid. L’intento delle raccomandazioni alle capitali annunciate oggi da Ursula von der Leyen è di evitare che il continente vada di nuovo in pezzi, come nella fase acuta della pandemia. «La libertà di viaggiare in Europa è uno dei maggiori benefici dell’Unione», spiega la presidente della Commissione per la quale servono «chiarezza e prevedibilità» delle misure a beneficio dei cittadini. Per Bruxelles in caso di aumento delle infezioni in alcune aree meglio applicare misure come tamponi o quarantene obbligatorie per gli spostamenti all’interno di Schengen piuttosto che tornare a barricare i confini.

Già a luglio la Commissione aveva raccomandato ai governi di attrezzarsi per evitare nuovi lockdown generalizzati (meglio interventi rapidi su aree circoscritte) e per salvare la libera circolazione. Ora torna con nuove proposte, come domandato da diversi governi a partire da quelli di Francia e Germania.

Innanzitutto, le raccomandazioni di Bruxelles chiedono alle autorità nazionali di coordinarsi per individuare criteri e soglie comuni a tutti gli Stati membri nel decidere se introdurre restrizioni ai viaggi. Queste, spiega, non dovrebbero essere imposte se un Paese pratica almeno 250 test ogni 100mila abitanti e il livello di contagi sia inferiore ai 50 per ogni 100mila abitanti durante un periodo di due settimane.


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