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Cucina creativa? No grazie, nonne e camion parcheggiati fuori non si battono

Cucina creativa? No grazie, nonne e camion parcheggiati fuori non si battono 

La scena è di quelle che si ripetono spesso sui social: qualcuno, in questo caso il bravo (e incolpevole) pizzaiolo napoletano Vincenzo Capuano, posta con ammirazione un piatto d’alta scuola assaggiato in un ristorante stellato. Il risultato? Sparuti applausi e tante, tantissime, pernacchie virtuali. E a finire nel tritacarne dei tuttologi del Web non è solo il malcapitato postatore di turno, non solo lo sciagurato chef che ha osato proporre qualcosa di diverso, non solo lo specifico piatto, sbeffeggiato oltre ogni limite e trattato come immonda immondizia. No, a finire in discarica è un’intera idea di cucina. Chiamatela come volete, creativa, d’avanguardia, al limite novelle cousine (sic, rigorosamente con la grafia sbagliata): in ogni caso sarà gogna e disprezzo. 
 

Da parte di chi? Di colti gastronomi? Di chi quei piatti li ha provati e poi legittimamente bocciati? No, mai. Sempre e comunque di autoproclamati difensori della tradizione, di coriferi dell’abbuffata, di cantori del “se magna tanto e se spenne poco”. Che, ovviamente, quel ristorante e quel piatto non lo hanno mai visto neanche con il binocolo, e le cui esperienze gastronomiche difficilmente sono andate oltre la trattoria Da Gigi, sotto casa. 

In questo caso specifico (ma gli esempi potrebbero essere mille), la malasorte è toccata allo chef Nino Di Costanzo, due stelle Michelin nel suo Danì Maison di Ischia. E al suo piatto simbolo: la pasta con patate. Un piatto straordinario per…
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