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Cultura, addio a Nico Naldini: fu poeta, regista e biografo di Pasolini

Cultura, addio a Nico Naldini: fu poeta, regista e biografo di Pasolini 

Se ne va uno degli ultimi intellettuali italiani del ‘900. Muore a 91 anni nella sua casa di Treviso, dove risiedeva, Nico Naldini, cugino e biografo di Pier Paolo Pasolini, di sette anni più grande di lui, suo maestro fin da quando, giovanissimi, passavano le estati a Casarsa (Udine), dove il primo era nato, il 1° marzo 1929. Sua madre, Enrichetta Colussi, era sorella della madre di Pier Paolo Pasolini, Susanna Colussi. Una stirpe contadina da seicento anni, quella dei Colussi. “L’unica famiglia distinta di Casarsa e ci tengo a ricordarlo” come aveva detto in un documentario dedicato a Pasolini sua zia Enrichetta. Naldini, il cui vero nome era Domenico, è stato al fianco di suo cugino, con cui lavorava, fino alla fine, è stato amico dei più grandi della sua epoca – Giovanni Comisso, Biagio Marin, il Premio Nobel Eugenio Montale, Goffredo Parise, Andrea Zanzotto, Federico Fellini – e ci ha lasciato una vasta produzione come poeta, scrittore e regista.

I suoi primi poemi in dialetto, con il titolo di Seris par un frut, sono stati pubblicati nel 1948 nelle edizioni dell’Academiuta di lenga furlana, fondata da Pier Paolo Pasolini. Il cugino è al centro del saggio di Naldini Nei campi del Friuli, sulla giovinezza di Pasolini, con loro due in copertina. Il volume contiene anche una conversazione con Zanzotto. Fondamentale per Naldini pure la figura di Comisso, a cui ha dedicato una biografia, Vita di Giovanni Comisso (Einaudi, 1985, finalista al Premio Strega) e ha…

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