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Cultura, buon cibo e bici ovunque: ecco la Divina Ravenna

Cultura, buon cibo e bici ovunque: ecco la Divina Ravenna 

RAVENNA – “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Non poteva che essere un verso di Dante, l’ultimo dell’Inferno, a celebrare la rinascita dopo il lockdown col concerto, il 21 giugno scorso, diretto dal maestro Riccardo Muti, nel trentesimo anniversario di Ravenna Festival alla Rocca Brancaleone, mura volute dai veneziani, nel xv secolo, per rafforzare le difese della città. Le stelle, come quelle dei preziosi mosaici bizantini che si possono ammirare, naso all’insù, nel mausoleo di Galla Placidia, patrimonio dell’Unesco. Divina Ravenna. Il presidente Sergio Mattarella ha dato il via di recente al programma di eventi per i 700 anni dalla morte del sommo poeta che scelse di riposare proprio qui, anche se i suoi resti, in occasione di queste celebrazioni, sono stati contesi tra Ravenna e Firenze. Auspicava il trasloco Cristina Mazzavillani che di Muti è consorte, poi il sindaco della cittadina romagnola, Michele de Pasquale, ha avuto l’ultima parola. E non si è fatto niente, tanto che oggi nella tomba di Dante restaurata, tempietto neoclassico accanto alla basilica di San Francesco, son ricomparsi i visitatori che si mettono pazientemente in fila.

Piazza del Popolo a Ravenna

Cultura, buon cibo, 137 chilometri di piste ciclabili destinate ad aumentare perché qui pedalano tutti, per diletto o per andare al lavoro. E una pineta protetta in un parco naturale di 700 ettari, oltre ai chilometri di pini marittimi lungo la costa dove i patiti del nordic walking scoprono ogni…

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