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Dal digitale alle infrastrutture, trasformazione post covid: la sfida dell’economia italiana

Dal digitale alle infrastrutture, trasformazione post covid: la sfida dell’economia italiana 

I più ottimisti sperano in una ripresa a “V”, rapida risalita dopo una discesa ardita, molti temono invece una ripresa a “K”, veloce per alcuni settori e classi sociali ma più lenta e incerta per tutti gli altri. Comunque sia, sul fatto che l’Italia dopo i bui mesi del lockdown stia reagendo alla profonda crisi da Covit – sperando che il peggio sia passato – sono tutti d’accordo. La ripartenza è iniziata: lo dicono  le previsioni sul Pil e sull’ export e qualche timido segnale dal mondo del lavoro. C’è una partita da giocare, storiche carenze da recuperare (dal digitale alle infrastrutture) e riforme ormai non più rinviabili (a partire da quella del fisco). Ma ci sono anche le risorse necessarie a dare lo scossone e il clima è da “ora o mai più”.  La pandemia ha sconvolto il sistema produttivo, ma nei prossimi mesi arriveranno poderose iniezioni di denaro dall’Europa e bisognerà decidere come usarle e come giocare la carta di quella che sembra un’opportunità irripetibile.

Segnali di recupero

Dopo il crollo verticale di marzo e aprile, a maggio è arrivato l’inevitabile rimbalzo: la produzione industriale, ha fatto notare l’Istat, ha iniziato a dare netti segnali di risveglio. A luglio si è aggiunta la ripresa delle esportazioni,  della manifattura e l’aumento delle ore lavorate.  Poche cose rispetto al crollo senza precedenti registrato dal Pil nella fase centrale del lockdown (-12,8% nel secondo…

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