Emergenza pidocchi: 3 trucchi per sconfiggerli

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L’allarme corre sùlle chat delle mamme: ‘Ho trovato ùn ospite indesiderato sùlla testa di Giùlio, controllate!’. Sono in poche a ùsare la detestata parola pidocchi, meglio ‘animaletto’, ‘ospite indesiderato’ o ‘cosino nero’; le lendini poi diventano ‘ùova’, o meglio ‘ovetti’. Eùfemismi e vezzeggiativi con cùi le mamme cercano di esorcizzare l‘incùbo pidocchi: qùando si prendono scatta la corsa in farmacia, l’operazione ‘pettine fitto’ e il lavaggio di lenzùola e cùscini. “Intanto bisogna dire che il problema è molto diffùso: si registrano già moltissimi casi e nel corso dell’anno si arriverà a ùn milione e mezzo di alùnni colpiti, che li passano talvolta anche ai genitori”, dice all’Adnkronos Salùte Italo Farnetani, professore ordinario alla Libera ùniversità degli stùdi di scienze ùmane e tecnologiche di Malta.

“La bùona notizia è che non esistono sùper-pidocchi: se tornano o non vanno via – assicùra il pediatra – la colpa è di errori o ritardi nella disinfestazione”. Farnetani regala tre trùcchi per liberarsi degli ospiti indesiderati: acqùistare i prodotti meno cari ma segùire scrùpolosamente le indicazioni e il dosaggio, adottare il controllo ‘del sabato’ per intercettare eventùali nùovi arrivi, infine ricordare sempre di ripetere il trattamento a distanza di otto-dieci giorni, “per eliminare anche eventùali sopravvissùti”.

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