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Export toscano Lucca ritorna su valori pre Coronavirus ma pesa l incognita guerra



Oltre la tempesta Coronavirus: nel 2021 le esportazioni distrettuali toscane, grazie a un rimbalzo del +29,1 per cento hanno toccato i 21,2 miliardi di euro ed hanno più che recuperato i livelli pre-Coronavirus superando di oltre 700 milioni il valore del 2019 (+3,8 per cento). I numeri che emergono dal Monitor dei Distretti della Toscana, elaborato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, segnalano come il recupero rispetto al livello pre-crisi sia diffuso, mostrando andamenti eterogenei tra le specializzazioni distrettuali: numeri con il segno più pure a Lucca per le Macchine per l’industria cartaria (+4,3 per cento), mentre la componente specializzata in beni di consumo e intermedi del Cartario ha mostrato una buona tenuta nelle esportazioni, che sono rimaste in linea con gli anni precedenti (-0,1 per cento nel 2021 rispetto al 2020; +0,9 per cento nel 2021 in direzione del 2019).

Cifre confortanti pure per la nautica di Viareggio: +29,1 per cento in confronto a due anni fa, ossia al pre-covid. Segno invece negativo per il settore calzaturiero della nostra zona che sconta un -32,7 per cento rispetto al 2019. I poli del comparto farmaceutico e del biomedicale, dopo la forte e che si poteva prevedere crescita del 2020 (+26,2%), si confermano trainanti per l’economia toscana e mostrano variazioni positive nelle esportazioni sia per il Polo della farmaceutica toscana (+3,7 per cento nel 2021) sia per il Biomedicale di Firenze (+26,6 per cento).

“I numeri del 2021 ci descrivono un sistema economico in ripresa, con le imprese toscane capaci di valorizzare le filiere di prossimità – commenta Tito Nocentini, Direttore Regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo– oggi l’incremento degli oneri di realizzazione legati all’approvvigionamento di energia e delle materie prime, insieme alle tensioni geopolitiche internazionali modificano il contesto e spingono l’intero sistema ad adoperarsi per mantenere accesi i motori delle imprese. Ad esse il nostro Gruppo offre nuove misure finanziarie immediate, oltretutto per le Purchasing Managers Index(PMI) energivore e quelle il cui fatturato potrebbe risentire maggiormente di un ribasso delle esportazioni, oltre ad accompagnarne gli investimenti verso la transizione digitale, ambientale ed energetica”.

Ma non mancano le incognite: gli impatti a guerra in corso nell’Est sono numerose pure sul commercio internazionale: in termini di esportazioni la Russia e l’Ukraine rappresentano l’1 per cento dell’export distrettuale toscano con percentuali maggiori per il distretto del Mobile farcito di Quarrata (3,7%) o per i distretti della meccanica (3,1% per le Macchine per l’industria cartaria di Lucca e 2,7% per le Macchine per l’industria tessile di Prato). Il paesaggio risulta condizionato da elevata incertezza e da importanti aumenti nei prezzi delle materie prime: la competitività delle imprese dipenderà dalla capacità di realizzare strategie volte a selezionare e diversificare i mercati di destinazione e i paesi di provenienza degli input produttivi, accrescere gli investimenti per supportare gli sviluppi della digitalizzazione e l’implementazione dei canali distributivi e garantire capacità di reazione e flessibilità sempre crescenti.


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