Economia

Fca e Psa, rivisti i termini della fusione per reagire agli effetti del virus

Fca e Psa, rivisti i termini della fusione per reagire agli effetti del virus 

Una rinuncia da entrambe le parti, per rafforzare la solidità del nuovo gruppo, quando questo prenderà il via. È questo l’accordo che è stato trovato tra i consigli di amministrazione di Fca e di Psa, che hanno confermato il progetto di unione per dar vita al quarto produttore mondiale di automobili e la previsione di portarlo a termine entro il primo trimestre del 2021, ma hanno rivisto i termini finanziari dell’operazione. 
 
Nell’accordo che era stato annunciato il 18 dicembre 2019 era previsto che ai soci di Fca, prima della fusione, fosse distribuito un dividendo straordinario di 5,5 miliardi di euro, mentre ai soci di Psa sarebbero state assegnate le azioni della controllata Faurecia, un produttore di equipaggiamenti per auto che il gruppo francese controlla con una quota del 46 per cento. Il nuovo accordo prevede che il dividendo in contanti per gli azionisti di Fca scenda da 5,5 a 2,9 miliardi di euro. Il 46 per cento di Faurecia, che è quotata autonomamente alla Borsa di Parigi, verrà invece distribuito in egual misura tra gli azionisti di Fca e quelli di Psa immediatamente dopo l’approvazione della fusione da parte delle assemblee: complessivamente i soci dei due gruppi attuali avranno dunque il 23 per cento “pro quota”. Per dare un’idea dei valori in gioco, considerando che sul listino francese Faurecia ha una capitalizzazione di 5,8 miliardi di euro, ai prezzi correnti è come se ai soci dei due gruppi andasse una quota di azioni pari a 1,3…
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