Fine vita o cure mediche va rispettato e gestito anche il diritto di sapere (oppure di non sapere)

Fine vita o cure mediche va rispettato e gestito anche il diritto di sapere (oppure di non sapere)

Deve essere «promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico, che si basa sul consenso informato». Quest’ultimo non è un atto formale che si risolve con la firma posta frettolosamente su un modulo spesso astruso: prima di autorizzare un trattamento sanitario, infatti, ogni persona ha diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di ricevere informazioni complete, aggiornate e comprensibili su diagnosi, prognosi, benefici e rischi di esami diagnostici e cure proposte, possibili alternative e conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento. A questo scopo la legge 219 che prevede, oltre alle Disposizioni anticipate di trattamento (si veda articolo a sinistra), uno strumento in più, proprio nell’ambito della relazione tra medico e paziente, per i malati che vogliono esprimere le loro volontà per il futuro: la «pianificazione condivisa delle cure …

 

Fine vita o cure mediche va rispettato e gestito anche il diritto di sapere (oppure di non sapere)

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