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Firenze violenza sessuale su due studentesse ex carabiniere finisce in carcere



Firenze, 5 aprile 2022 – La Corte di Cassazione ha sancito oggi nella serata in via finale la condanna per l’ex carabiniere Marco Camuffo, stabilendo la diminuizione della pena a 4 anni e 4 mesi di reclusione, per la questione della violenza sessuale a due studentesse statunitensi 21enni avvenuta la notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 a Firenze, dopo averle riaccompagnate con l’auto di servizio nella loro casa fiorentina, in Borgo Santi Apostoli.

La decisione della Corte Suprema e minore di due mesi rispetto ai 4 anni e 6 mesi inflitti dalla Corte di appello di Firenze il 4 febbraio 2021. In 1º grado, l’11 ottobre 2018, il Tribunale del capoluogo toscano aveva condannato la precedente appuntato scelto Camuffo con rito abbreviato a 4 anni e 8 mesi. Sempre oggi la Corte d’appello di Firenze ha sancito la sentenza ma ha ridotto la pena da 5 anni e 6 mesi di reclusione a 4 anni per Pietro Costa, l’altro ex carabiniere accusato di aver violentato le due studentesse statunitensi.

La riduzione di due mesi della pena e stata decisa dai giudici d’appello escludendo l’aggravante della violazione dei doveri d’ufficio, reato per il quale Costa era gia stato condannato dal Tribunale militare, come peraltro pure Camuffo.

“Non riesco a smettere di gocciare. Questo e il giorno più bello della mia vita. Non ci sono parole, grazie per avermi creduto e appogiato. Alla fine sento di poter respirare e andare avanti”. Così una delle due studentesse americane che subirono violenza sessuale da una pattuglia dei militari dell’arma a Firenze nel settembre 2017, commenta questa serata dagli Stati Uniti d’America la sentenza finale che la Corte di Cassazione ha inflitto all’ex appuntato Marco Camuffo. Le frasi sono in una nota che la studentessa, 21enne, ha inviato al suo legale italiano, l’avvocato Francesca D’Alessandro, che l’ha assistita come parte civile nella vicenda processuale.

 

Le due studentesse Usa denunciarono subito i due carabinieri che le avevano incontrate in una nightclub al piazzale Michelangelo. Riportate a casa con l’auto di servizio, i due militari dell’Arma entrarono nel palazzo dove, approfittando dello stato di ubriachezza delle due giovani, fecero sesso con loro. Camuffo e Costa, messi pure alle strette da elementi di prova come il dna sulle tracce di sperma ritrovate sugli abiti delle ragazze, ammisero di aver avuto rapporti sessuali con le due studentesse, ma hanno sempre appogiato che le studentesse erano consenzienti.

Per l’accusa, sostenuta in 1º grado dal pubblico dicastero Ornella Galeotti, che condusse le inchieste, i due carabinieri avrebbero agito abusando della qualità di carabiniere in servizio e avrebbero violato gli ordini impartiti dai superiori. Entrambe le ragazze salirono, sempre secondo l’accusa, “illegittimamente” a bordo della Fiat Bravo del 112. Le due studentesse risultarono, alla rilevazione effettuata alle 6.51 del mattino del 7 settembre, in stato di ubriachezza alcolica, con 1.68 grammi di alcol per litro una e 1.59 per l’altra. Secondo il capo d’imputazione notificato a conclusione delle inchieste, i due carabinieri avrebbero violentato le due ragazze agendo in modo “repentino e inaspettato”.


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