Fontana "contro" i cannabis shop: "Approfondire presupposti giuridici"

Il ministro Lorenzo Fontana è intervenuto “contro” i cannabis shop. L’esponente leghista ha chiesto di accertare i presupposti giuridici che consentono la vendita di canapa. Il capo del dicastero per la Famiglia e le Disabilità ha anche incassato il plauso della Comunità di San Patrignano

Dopo le polemiche suscitate per via della proposta di abrogare la legge Mancino, il ministro Lorenzo Fontana ha rilanciato un’altra tematica che sembra stargli a cuore: la lotta, ‘senza sconti’, al traffico e al consumo di droga.

Il capo del dicastero per la Famiglia e le Disabilità, durante la giornata di ieri, ha pubblicato un lungo post sul suo profilo Facebook. Le statistiche fanno registrare una situazione che, secondo l’esponente leghista, necessita di rimanere vigili. Del resto, i tossicodipendenti seguiti dai vari servizi nazionali risultano essere ben centotrentamila: “Il 16% – ha specificato Fontana – sono persone mai viste prima dai servizi e il 62,7% sono in cura per eroina, il 20,6% per cocaina e il 12,5% per dipendenza da cannabis. A questi numeri – ha sottolineato il membro dell’esecutivo – si aggiungono tanti, soprattutto giovani, che ancora non sono in trattamento”.

Il politico appartenente alla formazione guidata da Matteo Salvini ha anche la delega per le tossicodipenze. Ecco spiegato, quindi, il motivo del suo attivismo in materia. Una volta sciorinati i dati relativi alle giovani generazioni, le stesse che sarebbero sempre più inclini al consumo di sostanze stupefacenti, Fontana ha alzato il tiro sui cosiddetti “cannabis shop“, pur senza nominarli in modo diretto: “Ho inoltre già dato disposizione agli uffici – ha scritto – di approfondire gli aspetti legati ai presupposti giuridici in base ai quali certi prodotti a base di cannabis sono oggi venduti al pubblico in assenza di una specifica regolamentazione”. E ancora: “Nel nostro progetto il Dipartimento per le politiche antidroga deve consolidarsi come una vera e propria cabina di regia, veicolando e coordinando le azioni di governo, i flussi informativi e promuovendo anche mirate campagne di informazione e prevenzione”.

Il provvedimento che consente di vendere e acquistare quantitativi di canapa contenenti thc inferiore allo 0.2% risale al governo guidato dal Partito Democratico. Da allora si è spesso parlato di un vero e proprio “boom” legato alla “cannabis light” e alla “canapa economy”. Un fenomeno a cui Fontana sembrerebbe voler porre un freno.

Il Consiglio superiore di sanità si è già espresso sostenendo che non si possa affatto escludere la “pericolosità dei prodotti contenenti cannabis o cannabis light”. Fontana, intanto, ha incassato il placet della Comunità di San Patrignano. Attraverso la diffusione di un comunicato stampa, lo storico istituto impegnato nella riabilitazione dei soggetti tossicodipendenti si è detto “ben contento” di “saperlo al fianco della nostra e di tante altre comunità che giorno dopo giorno si impegnano per dare una risposta concreta a un problema mai risolto e mai tanto attuale come oggi”. Pare sempre più probabile, insomma, che il ministro si adoperi per uno “stop” della vendita di cannabis light.

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