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Gli ottomila docenti che sono tornati studenti per noi

Gli ottomila docenti che sono tornati studenti per noi 

Per ragioni diverse, l’abbiamo detestata. Ma credo che sarebbe prudente iniziare a far pace con il fatto che la didattica a distanza, quella via Internet, non è scomparsa dal radar. Che qualche scuola la adotterà da subito per far fronte ai tanti obblighi sul distanziamento sociale che in certi casi sono davvero insormontabili per ragioni di spazio; che quando ci sarà il primo positivo in una classe, sarà inevitabile proseguire per un po’ le lezioni da casa; e che in fondo è che anche giusto così.

E’ giusto che la scuola online sia uno strumento in più nella cassetta degli attrezzi dei nostri docenti e non qualcosa di cui sbarazzarsi presto. E’ così in tutto il mondo del resto, anche anche nei paesi che meno hanno sofferto il covid-19 e che prima hanno riaperto, la didattica online non è un tabù, è una possibilità. 

Certo le lezioni in presenza sono un’altra cosa, e poi il contatto con la classe, il rapporto con il compagno di banco, la scoperta degli altri a ricreazione e all’uscita di scuola. Sono tutte cose che rendono la scuola la più importante esperienza di formazione che ci possa essere. Epperò alcune cose le stiamo già mettendo da parte comunque per un po’ (su tutti il compagno di banco, perché con i nuovi banchi con le rotelle non esiste più). Pazienza, è un anno eccezionale: finirà e finirà bene se continueremo a fare la nostra parte. 

Ecco perché nel mix di soluzioni che ancora affannosamente si cercano per far…

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