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Gli Spedali Riuniti diventano riferimento della chirurgia della tiroide in Toscana

L’equipe della Chirurgia della tiroide: l’infermiera strumentista Serena Castro, l’infermiere di sala Massimo Orsini, l’anestesista Marcella Camposano, i chirurghi Giancarlo Basili e Vincenzo Candalise e l’anestesista Daniele Accaino

Il dottor Basili: «Tumori in forte incremento, ogni anno operiamo 200 pazienti». Da gennaio nasce una unità speciale

Giulio Corsi 03 Dicembre 2021

LIVORNO. Il 20 per cento della popolazione femminile ha possibilità di sviluppare noduli tiroidei senza sintomi durante la propria vita. Ma la problematica e diffusa pure tra i maschi. E negli ultimi anni le forme neoplastiche sono aumentate del 300 per cento.

E in questo contesto che all’ospedale di Livorno e nata e si e sviluppata un’attività di chirurgia endocrina che fa di viale Alfieri un centro di riferimento incaricato a livello regionale. E che a gennaio (dividendosi con Pontedera) si trasformerà in una Thyroid Unit, una specifica unità dedicata alla tiroide, alla stregua della Breast Unit, piuttosto la Senologia.

I numeri ben raccontano la faccenda: «Operiamo duecento persone all’anno, di cui 130 a Livorno e le altre a Pontedera», spiega il dottor Giancarlo Basili, responsabile dell’attività chirurgica che ha iniziato dieci anni fa all’ospedale Lotti sviluppandola poi agli Spedali Riuniti.

«La nostra struttura e frutto della stretta collaborazione con le diverse figure specialistiche interessate nella gestione dei degenti affetti da patologie endocrinologiche di interesse chirurgico, con particolare riferimento alla patologia tiroidea e paratiroidea», aggiunge Basili.

Proprio lo stretto rapporto con l’Endocrinologia livornese diretta da Daniele Barbaro ha permesso un aumento significativo della casistica operatoria, per la maggior parte dedicata al trattamento delle neoplasie tiroidee. «La sinergia con i nostri endocrinologi ci ha fatto raggiungere traguardi importanti, 1º tra tutti il riconoscimento di struttura accreditata in “Chirurgia Tiroidea” e centro di riferimento regionale», dice Basili. «D’altra parte da Barbaro arrivano pazienti da tutta la Toscana e oltre».

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