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I dolori del giovane Pjanic, oltre la plusvalenza c’è di più

I dolori del giovane Pjanic, oltre la plusvalenza c’è di più 

Ciao, mi chiamo Miralem Pjanic e giocavo nella Juventus, ma adesso non ci gioco più. Giocherò nel Barcellona, ma anche il Barcellona che io immaginavo non c’è più.
Ero il regista bianconero. Il mio ultimo allenatore, Sarri, disse che avrei toccato 150 palloni a partita ma dopo qualche mese non ero già più titolare. Anche Sarri, comunque, adesso non c’è più: tipo me, la Juve e il Barcellona.

Avevo il numero 5, adesso l’hanno dato al mio sostituto che si chiama Arthur e giocava nel Barcellona. Ci hanno scambiato, guadagnandoci. Ero un campione, sono diventato una plusvalenza. Arthur dicono sia un piantagrane, io non ho mai fatto questioni, neanche quando decisero che uno sbarbatello come Bentancur – forte, per carità, ma ha ancora le gocce di latte attorno alle labbra – avrebbe toccato i miei famosi 150 palloni a partita (beh, forse qualcuno in meno). Alla lunga, non mi sembra che lo sbarbatello abbia fatto meglio di me. Voi che dite?

Potevo vincere la Champions League, ma mi ha eliminato il Lione che è la mia vecchia squadra. Che destino gramo. Temo non sia il mio anno fortunato, del resto non lo è neppure per l’umanità. Appena arrivato a Barcellona mi sono preso il Covid, per dire.

Giocavo con Cristiano Ronaldo, giocherò con Messi: c’è di più? Anzi, forse giocherò con Messi. Nella Juventus, se fossi rimasto avrei conosciuto Pirlo che è stato il più grande del mondo nel suo ruolo che un po’ è anche il mio. Niente da fare, ancora una volta.
Nel Barcellona…

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