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I siti web della PA che chiudono la notte e il weekend

I siti web della PA che chiudono la notte e il weekend 

Confesso di seguire con trepidazione la sfida del nostro ministro dell’Innovazione. Si è data l’obiettivo di portare tutta la pubblica amministrazione online, con servizi facili per tutti, e si è imposta un traguardo vicinissimo: il 28 febbraio 2021. Credevo che nella conversione del decreto Semplificazione sarebbe spuntata la solita proroga (da noi il “diritto a ritardare” vale molto di più di quello a innovare): e invece no, tra 166 giorni dovremmo avere compiuto il miracolo.

Che di miracolo si tratti lo dicono i numeri, devastanti, sul ritardo accumulato, ma ancora di più lo dicono le storie. L’ultima l’ho scoperta per caso: in Italia abbiamo ancora troppi siti web della pubblica amministrazione a  orario. Chiudono per cena, riaprono a colazione e naturalmente rispettano weekend e festività. Come se i server fossero persone, come se quando uno scarica un modulo o fa una richiesta, dietro non ci fosse un computer che risponde automaticamente, ma un impiegato in carne ed ossa nascosto dentro il server. Succede per esempio al SIDI, il sistema informativo dei dirigenti scolastici del MIUR: se un dirigente volesse controllare di notte una graduatoria o una circolare non potrebbe farlo.

Perché? Per tutelare il suo “diritto alla disconnessione” mi dicono, ma francamente mi pare una motivazione preistorica in un mondo che ha finalmente sdoganato lo smart working. Anche perché i casi di servizi web ad orario come se ci fosse una saracinesca sembrano…

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