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Il pulpito sott’osservazione chiude la chiesa di Sant’Andrea

Il pulpito di Giovanni Pisano (Foto Gori)

Allestito un cantiere per l’analisi dello stato di conservazione del monumento, su cui saranno posizionati dei sensori laser. Stanziati 230mila euro per lo studio  

PISTOIA. Chiesa di Sant’Andrea chiusa ai visitatori e ai fedeli da martedì 1º febbraio a venerdì 4 febbraio inclusi per il posizionamento di un sistema di monitoraggio del pulpito di Giovanni Pisano. Sensori chiamati a scandagliare l’opera alla ricerca di eventuali lesioni. Per valutare, insomma, la salute statica e dinamica del gioiello di Pisano, costruito tra l’anno 1298 e il 1301.

La chiesa di Sant’Andrea, scrigno del romanico pistoiese, il suo campanile e la canonica, hanno bisogno di importanti lavori di manutenzione, per i quali la diocesi e tuttora in cerca di contributi. In quel mentre, grazie al finanziamento della “Friends of Florence”, onlus di ricchi stranieri amanti dell’arte, e stato finanziato un progetto di studio per un futuro restauro del pulpito. Quello per l’opera del maestro Pisano e il 1º progetto al di fuori di Firenze che la onlus ha stabilito di , firmando un protocollo d’intesa con Diocesi e parrocchia. La progettazione e stato redatto dalla Soprintendenza alle Belle Arti, che si e basata sugli elementi forniti dal 1º studio compiuto, tra il 2007 e il 2008, dall’Opificio delle pietre dure. E stato poi firmato un contratto di ricerca tra Soprintendenza, Fondazione Caript e Università di Firenze per le attività di studio, inchiesta e analisi strutturale.

Questo avveniva nel 2019, poco 1ª dell’inizio della epidemia, che ha in effetti stoppato lo studio. Giusto il tempo di eseguire carotaggi sul sistema di fondazione intorno al monumento. Martedì il 1º, vero, banco di prova: i sensori laser, che saranno posizionati sul pulpito per scandagliarne con la massima delicatezza probabile la struttura. Sarà indispensabile allestire un cantiere ed e questo il motivo per cui la parrocchia ha stabilito di chiudere per un po di tempo al culto e alle visite.

Come lavoreranno i sensori? Mediante uno scansionamento laser, che consentirà di visualizzare e poi esaminare il sistema di lesioni e fessurazioni nella parte interna del pulpito. “Friends of Florence” ha finanziato lo studio con 230mila euro. Alla fine dell’inchiesta sarà deciso il piano di restauro. Nel weekend si potrà tornare a visitare, e pregare, in Sant’Andrea.

Al sistema di videosorveglianza la diocesi ha affiancato, da alcuni mesi, la presenza di due soggetti culturali (in questo caso due ragazze, di 20 e 24 anni) che si occupano della biglietteria, di dare le informazioni base sulla chiesa e le sue opere, e di tenere sotto controllo l’interno locali di culto.

La presenza di custodi era ritenuta necessaria ormai da qualche anno. Tante volte, difatti, la visione dei filmati del sistema di sorveglianza ha portato alla luce danni (per fortuna non delle opere sacre) e atti non consoni a un luogo di culto.

L’ingresso a pagamento e stato invece nell’autunno del 2019. Non riguarda i pistoiesi, ma i visitatori stranieri e gli italiani non residenti in città: 2,50 euro l’intero, 2 euro il ridotto per visitare le opere d’arte contenute nella sua parte interna.

Una cifra di modesta entità, ma che consente alla parrocchia – considerati i tanti ingressi quotidiani in Sant’Andrea – di provvedere con minore difficoltà alle spese quotidiane di gestione e di raccogliere fondi per i lavori straordinari di manutenzione.

cp