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Il recupero del Ca’ Moro “Ripartiamo in Venezia” – Il Telegrafo

Nella mattina di ieri e iniziata la rimozione dell’imbarcazione Ca’Moro affondata in agosto nella Darsena (Foto Novi)

E’ iniziata nella mattina di ieri la rimozione del Ca’Moro, la barca affondata in agosto in Darsena che ospitava il ristorante gestito dalla cooperativa Parco Del Mulino. “Un altro Ca’Moro non si può fare, e costoso – dice il presidente Alfio Baldi – l’armatore Onorato ci aveva dato una mano per ritrovare delle soluzioni ma allestire un’altra imbarcazione…

E’ iniziata nella mattina di ieri la rimozione del Ca’Moro, la barca affondata in agosto in Darsena che ospitava il ristorante gestito dalla cooperativa Parco Del Mulino.

“Un altro Ca’Moro non si può fare, e costoso – dice il presidente Alfio Baldi – l’armatore Onorato ci aveva dato una mano per ritrovare delle soluzioni ma allestire un’altra imbarcazione come il Ca’Moro e costoso. Dunque non credo che si potrà ripetere questa esperienza”. Sul Ca’Moro lavoravano 5 ragazzi del Parco del Mulino e quattro persone.

“Un’idea di un barcone no – continua Baldi – pure perché rimuovere la barca ha un costo. In molti ci hanno dato una mano ma il relitto deve essere trasporto a Piombino per essere demolito e un po’ va corrisposto. Non si può fare si spendono circa 60mila euro nonostante altrettanti saranno risparmiati”.

Ma c’e un’alternativa. “Abbiamo avuto contatti con Mirco Peiani, fondatore di Uappala Hotels, che ci ha offerto un fondo nel quartiere della Venezia. Una bella occasione perchè ce lo darebbe gratis per 6 anni, possiamo ripartire da lì. In estate possiamo mettere fuori qualche tavolino per il ristorante e durante l’inverno fare bar di qualità. Tra l’altro Peiani aveva fatto un corso professionale ai nostri ragazzi all’Hotel Palazzo”.

Dunque non ci sarà un barcone ma un luogo che ricorderà molto il Ca’Moro. “Cerchiamo di recuperare delle parti della storica imbarcazione-ristorante – dice Baldi – il timone e gia da noi, all’associazione, poi c’erano quei pali alti che caratterizzavano l’imbarcazione, potrebbero essere di nuovo utilizzati”.

Una nuova speranza per i protagonisti di questa bella avventura durata quasi dieci anni, che ha visto l’impegno di tutta la comunità in una raccolta fondi importante che aiuterà l’Associazione a ripartire.

m.b.