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Rifiutata richiesta di sospensiva per l’inchiesta sulla Cava Fornace

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Nessuna sospensione per l’inchiesta pubblica sul Paur della discarica ex Cava Viti-Cava Fornace, il funzionario tecnico regionale Ottavia Cardillo, che dirige il procedimento, ha risposto di fatto negativamente alle diverse istanze di sospensiva presentate in occasione della prima sessione dell’udienza generale che si è tenuta al Museo Virtuale della Scultura e dell’Architettura a Pietrasanta. “Questa inchiesta pubblica rischia di diventare una farsa e come Comune ci rifiutiamo di andare avanti” ha tuonato il consigliere delegato a ambiente ed ecologia del comune di Forte dei Marmi, Enrico Ghiselli, intervenuto all’incontro caratterizzato da toni accesi. “Contesto le modalità di svolgimento – ha premesso – così come ho dettagliato anche con mail indirizzata alla giunta regionale. L’inchiesta pubblica è stata decretata il 9 ottobre ma, di fatto, ha avuto inizio il 6 novembre, quindi i 90 giorni previsti, di fatto sono già decurtati di 28 per permettere a Comuni, associazioni ambientaliste e cittadini di potersi confrontare e conoscere nel dettaglio la situazione della Cava Viti. Di contro, la Regione ha chiesto al proponente gestore della discarica le integrazioni al Paur con 180 giorni disponibili per presentarle. Riassumendo, c’è un palese disallineamento visto che istituzioni e cittadini si trovano con un minor tempo a disposizione e con la possibilità di partecipare ad un’inchiesta pubblica senza avere ancora in mano le integrazioni richieste al privato, che potrebbero essere estremamente peggiorative oppure propositive. Perchè negare questa possibilità? La Regione – ha incalzato Ghiselli – ha fatto una palese discriminazione a vantaggio del gestore della discarica con negazione di diritti verso i cittadini. Senza contare che sette minuti a disposizione per ogni intervento è un tempo risibile e inefficace per esprimere la propria posizione su una questione così importante che va a interessare tanti territori”.

Ghiselli ha quindi chiesto la possibilità di procrastinare il percorso. “Non si può analizzare il progetto di Paur – ha detto – se mancano le integrazioni, alcune tra l’altro riguardanti questioni importanti come gli sforamenti evidenziati quando Arpat ha fatto le valutazioni tecniche. Per questo ho chiesto che alla prossima riunione sia presente anche Arpat che è ente importante per comporre una valutazione sulla situazione in atto”.

Francesca Navari

Inchiesta pubblica di Cava Fornace. Bocciata la richiesta di sospensiva

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