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Piu infrastrutture al Sud per una Toscana piu forte

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di Andrea Fabbri

GROSSETO

La futura crescita della Toscana tutta passa da Livorno e Grosseto. Ne e talmente convinto Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno che venerdì 6 maggio, lui e la Giunta camerale da lui presieduta, metteranno sul piatto la 1ª edizione degli ’Stati generali delle infratrutture’. Un maxi-convegno articolato in 4 tavoli di discussioni operative (ferrovie, porti, aeroporti e strade) al quale hanno gia assicurato la loro partecipazione decine di primi cittadini toscani (in particolar modo quelli della costa), i capi della Regione, il presidente nazionale di Uniontrasporti, Alberto Zambianchi, i massimi rappresentanti del porto di Livorno, dell’aeroporto di Pisa di Ferrovie dello Stato e di tutti gli altri enti nazionali che hanno in qualche modo un ruolo nel sistema delle infrastrutture nazionali. Annunciata, ma da confermare all’ultimo minuto, pure la presenza del ministro delle infrastrutture e delle movibilità sostenibili, Enrico Giovannini. Attraverso un video messaggio ci sarà pure il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella.

Presidente Breda, cosa c’entra Nardella con l’iniziativa della vostra Camera di commercio?

“L’idea per mettere al centro dello sviluppo di tutta la Toscana i nostri territori e venuta proprio dalle recenti prese di posizione di alcuni primi cittadini, tra quali, appunto, il Sindaco di Firenze, il quale sembra aver cambiato visione, pronto ad aprire gli orizzonti di collaborazione pure in un’ottica interritoriale”.

Insomma, un po’ come quando al tavolo da pocker il suo nome è il ’vedo’.

“No, le nostre intenzioni non sono così brutali. Piuttosto vogliono raccogliere con spirito propositivo e fattivo i segnali di una esigenza condivisa da più istituzioni e da diverse parti della regione. Tanto e vero che durante i lavori del 6 maggio proporrò di rendere gli ’Stati generali delle infrastrutture’ un incontro annua, da tenere di volta in volta in una città diversa, magari in due giorni, cosicché nel 1º si possa fare il punto di quanto fatto nell’anno precedente e nel secondo giorno ragionare su quanto si dovrà ancora fare”.

Ma veramente crede che a Firenze o a Pistoia possano interessare le infrastrutture da sistemareampliarerealizzare a Livorno e a Grosseto?

“Certo che sì. La Toscana deve affermarsi, sotto tutti i punti di vista, tra le prime regioni italiane. E questo si puo fare solo se si supera il disegno della Toscana a due velocità. Emilia Romagna e Veneto sono due esempi”.

In che senso?

“L’area metropolitana fiorentina e ormai satura da un parere infrastrutturale, mentre il nostro territorio e deficitario. Puntare sulle infrastrutture di Livorno e Grosseto e delle aree ad esse con celerità adiacenti significa dare a Firenze e alle altre città dell’area metropolitana l’opportunità di un futuro in successivo crescita”.

Un esempio concreto?

“Prendiamo gli ultimi dati sulle presenze del turismo nel 2021. La costa ha sbancato, Firenze e crollata. Se la Maremma fosse stata collegata in maniera efficente e innovativa con la capitale regionale e con la rete infrastrutturale di cui dispone, non crede che tutta l’area fiorentina ne avrebbe beneficiato? Le persone si spostano se sono messe nelle condizioni di farlo. Da questo parere i due anni di epidemia ci hanno insegnato molte cose, sarebbe un peccato non rifletterci sopra”.

E il discorso non vale solo per il turismo, immagino.

“Ovvio, l’importanza delle infrastrutture per le società l’ho data per scontata perché se ne parla ogni due giorni. Ma si pensi alla Darsena Europa, ad esempio. A quale apporto questa può dare a tutte le aree interne. Vogliamo confrontarci su questi temi e ritrovare insieme soluzioni operative che sono per tutti, nessuno escluso”.


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