Prato

Jarvis e Jordon: Pistoia città dei Varnado

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di Francesco Belliti

PISTOIA – Una storia che supera la decade, nel modo più romantico che lo sport possa fare. Quando il Pistoia Basket ha comunicato l’ingaggio di Jordon Malik Varnado, la mente ha subito iniziato a viaggiare, arrivando a quel 2010 dove i colori biancorossi si posarono sull’imponente corpo di Jarvis il maggiore.

Varnado in maglia Trojans (foto Troy University)

Quando Varnado diventa “La Piovra” o “Il Tornado”, Jordon ha solo 13 anni. Suo fratello viene da una carriera dell’università a Mississippi State che parla eloquentemente: record su record, oltretutto per quanto riguarda il marchio di fabbrica. In ambito collegiale molti occhi sono puntati su questo colosso di 2,08 metri, le braccia chilometriche ad oscurare la valle. Viene selezionato al Draft NBA, ma decide ad ogni modo di volare in Europa, a Pistoia sotto gli ordini di coach Paolo Moretti e a condividere il palcoscenico con un altro fuoriclasse come Joe Forte.

Caratteri e personalità forti, che spesso e volentieri cozzano, ma tutti ricorderanno sempre il record di stoppate in una sola partita di A2 (9) e di media in tutta la regular season (2.8). Un giocatore impossibile da scordare, Jarvis: limitato e poco propenso a lavorare sul proprio talento naturale, ma in quel 2010/11 sembra che possieda un interruttore per far saltare il PalaCarrara. Un giocatore al di là del bene e del male, che puoi amare e odiare a fasi alterne, ma che rimane impresso negli occhi di chi vuole ammirare l’estremo di questo sport.

Una carriera mai in maniera definitiva decollata, verosimilmente per i suddetti motivi. Certo può fregiarsi di un anello NBA con i Miami Heat (da riserva nel 2013), ma per uno che al college eguagliava i numeri di Shaquille O’Neal e David Robinson il tutto ha il sapore di una promessa mai mantenuta.


VEGNSP2319 @ 2022-06-20 20:51:00