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La Misericordia abbraccia 45 nuovi volontari. Il sindaco: “La città è in buone mani”

PRATO. Ritorno alla uso per la Misericordia di Prato. Stamattina, 8 dicembre, i confratelli e le consorelle dell’Arciconfraternita si sono ritrovati all’ritrovo parrocchiale di San Michele e da qui hanno raggiunto in Brigata il duomo di Santo Stefano per la celebrazione dell’Immacolata Concezione presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini. Dopo la pausa dello scorso anno, dovuta alle chiusure imposte dalla epidemia, si e rinnovato il rito dell’accoglienza dei nuovi ingressi nel secolare sodalizio.

In tutto sono stati 45 – 23 persone e 22 gentil sesso – a ricevere la cappa del pellegrino, completa della buffa, il tipico cappuccio nero, dalla mani del vescovo. Poi il proposto dell’Arciconfraternita, Gianluca Mannelli, ha consegnato loro il cordiglio, la cintura con la corona del rosario, e il «sarrocchino», la mantella di pelle nera da porre sopra la veste. Ogni nuovo entrato e stato assistito dal proprio padrino e ha ricevuto un Vangelo, con l’invito a «perseverare nel servizio al prossimo».

«Vivere e mettere in pratica oggi le opere di Misericordia, in un contesto culturale dove al centro di tutto c’e il proprio io, non e facile – afferma monsignor Nerbini nell’omelia rivolgendosi ai vestendi –, l’impegno che prendete stamattina e esattamente all’opposto: uscire dal proprio io e fare dell’altro il centro della vostra opera». Poi un invito: «Possa ogni vostro gesto, ogni vostra parola, ogni vostro sorriso portare grazia e luce nelle persone che avvicinerete. Maria vi conduca in questo cammino e Dio ve ne renda merito».

La messa e stata concelebrata dal parroco del duomo don Luciano Pelagatti e dal cappellano della Misericordia don Gino Calamai. Presenti alla funzione il primo cittadino Matteo Biffoni e l’assessore ai servizi sociali Luigi Biancalani. Tanti i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione nel rispetto delle normative sulla sicurezza.

«Momenti come quelli di oggi ci danno la forza nel quel bel disegno che i nostri confratelli fondatori cominciarono nel 1588 – afferma il proposto Mannelli – essere qui,

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