Economia

La svolta della Fed e i nodi che Powell ha lasciato aperti

La svolta della Fed e i nodi che Powell ha lasciato aperti 

MILANO – Jerome Powell non ha deluso le aspettative dei mercati e in occasione del simposio (virtuale, causa Covid) di Jackson Hole ha annunciato l’attesa revisione della strategia della Federal reserve. Cade il dogma di centrare un’inflazione al 2%, scolpito quando l’idea era che i banchieri centrali dovessero preoccuparsi più che altro di spegnere le fiammate rei prezzi, in favore di una maggiore flessibilità. La Fed valuterà ora un target “medio” del 2%, che significa potersi permettere di salire oltre quel livello qualora si arrivi da un periodo di prezzi ben al di sotto l’obiettivo. Visto che è proprio il caso attuale, l’aspettativa dei mercati è che i tassi restino schiacciati verso lo zero ancora per molto, anche se l’inflazione dovesse risalire. Maggiore flessibilità in vista anche sul fronte del mercato del lavoro. Se fino a ieri la Fed utilizzava le previsioni sulla crescita dell’occupazione per anticipare una possibile pressione sui prezzi e agire di conseguenza, ora enfatizza maggiormente quanto un mercato del lavoro robusto non sia necessariamente foriero di accelerazioni indesiderate dell’inflazione e si garantisce quindi più tempo per determinare una eventuale reazione.

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