Pistoia

L’arte “libera e diffusa” di Giusy e Marco invade le vetrine di Pistoia

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PISTOIA – 2 storie, 2 stili diversi, 2 esperienze artistiche che si incontrano nel segno del divertimento e della comune passione per la pittura.

2 artisti pistoiesi capaci di dare vita a un progetto originale e innovativo, che nel prossimo mese di luglio coinvolgerà una ventina vetrine di negozi del centro storico di Pistoia, con l’obiettivo di creare una mostra ambulante, diffusa, libera, gratuita e facilmente fruibile a tutti i cittadini e i semplici curiosi.

I 2 pittori pistoiesi Giusy Cumbo e Marco Curra

Protagonisti di questa iniziativa sono Giusy Cumbo (nome d’arte “lacumbo_art”) e Marco Curra (nome d’arte “marco.vanni.art”), tutti e due aglianesi, i quali, pur non definendosi degli artisti di professione, hanno trasformato la loro grande passione per la pittura in un’attività ormai continuativa e imprescindibile.

“Fin da piccola mi sono appassionata alla pittura, si puòò dire che dipinga da sempre, è una passione che quando ti coinvolge è impossibile da allontanare – racconta Giusy – e con gli anni, da autodidatta, ho sperimentato e perfezionato il mio stile.

La mia è una pittura in tempera su tela di figure sferiche in sovrapposizione, in diversi colori e dimensioni, sebbene per le mie opere adotto spesso i grandi formati: è solo in apparenza una pittura astratta, io la definisco un “astratto figurativo”, perchè sono le stesse forme a comporre il disegno o a dialogare con esso, dandogli un diverso significato. Il mio artista preferito e modello principale è Picasso, sebbene io ho ripreso solo la parte “curvilinea” e “rotondeggiante” della sua pittura, preferendo alle linee aspre e spigolose del cubismo uno stile più morbido e sferico”.

Giusy Cumbo al lavoro (foto di Simone Chelucci)

Diversa e particolare è la tecnica di Marco, che definisce la sua pittura “ispirata agli stili creepy e twisted”, con la frequente raffigurazione di volti umani “sfigurati” e “tenebrosi” e l’appello a colori molto accesi.

Ma come è nato il sodalizio artistico fra i 2?

“Una sera, quasi per caso, per il semplice sapore di divertirci e di scoprire cosa sarebbe venuto fuori dall’incontro fra le nostre tecniche artistiche – continua Giusy – di certo all’inizio non pensavamo a una collaborazione duratura. Messi dinnanzi a una tela, ciascuno di noi ha reso libero la propria fantasia e la propria arte: Marco ha disegnato una strega di profilo, io ho aggiunto delle sfere colorate e da lì è nata la nostra prima opera “a 4 mani”, che abbiamo chiamato “La strega sputacolori”, risultato dell’unione artistica tra le nostre esperienze e tecniche.

È iniziato così un percorso di collaborazione, sempre nel segno del divertimento, che ci ha portati a eseguire insieme moltissimi quadri, oltretutto nel periodo delle zone rosse e arancioni tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021: è stato un momento di febbrile e intensissima attività artistica, con la esecuzione di un’opera ogni 2 giorni e la nascita di una nostra “collezione” di più di ottanta quadri, che abbiamo iniziato a promuovere sui social network – in particolar modo Instagram – e a vendere a chi fosse attratto e interessato”.

“La Sirena inquinata” di Marco Vanni Art

Ma il “postare” le foto dei propri lavori sui social network, se sicuramente è un guadagno mezzo di promozione per far conoscere a un pubblico molto ampio la propria attività artistica, dall’altro lato puòò diventare fin eccessivamente “vincolante” per l’artista e in un certo senso “svilire” la sua arte. E la foto sul web non puòò cogliere i dettagli e le piccole sfumature di un’opera, nè tanto meno sostituire l’esperienza di osservazione e inchiesta di un quadro “dal vivo”. Giusy e Marco sono presenti su Instagram con i loro nomi d’arte, e usano questo strumento per promuovere il l


VEGN2388->> 2022-06-30 19:28:00