Lavoro, Capone Smart working tra i nuovi modelli da normare”

Lavoro, Capone Smart working tra i nuovi modelli da normare”

ROMA (ITALPRESS) – Sì allo smart working ma se regolamentato a dovere, per non farlo diventare una pratica a svantaggio del lavoratore. Lo sostiene, in un’intervista alla Italpress, il segretario generale dell’Ugl Paolo Capone, condividendo la proposta della Cgil e mettendo in evidenza luci e ombre emerse durante la quarantena. “Dalle testimonianze che ho raccolto sembra che funzioni bene come strumento di conciliazione vita -lavoro che è uno dei nostri obiettivi sindacali. Ma questo utilizzo emergenziale ha prodotto di fatto un tele-lavoro, cioè un lavoro da casa come quello in presenza (allo 8.30 devi accendere il computer, alle 17 lo spegni, un’ora per la pausa pranzo) e lo smart working non è precisamente questo: serve a impegnare il lavoratore su un obiettivo e sul raggiungimento del risultato, e all’interno di questo processo ognuno si gestisce il tempo come meglio crede. Rispetto a questa filosofia c’è una mancanza …

 

Lavoro, Capone Smart working tra i nuovi modelli da normare”

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