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Le migliori startup dell’anno del coronavirus

Le migliori startup dell’anno del coronavirus 

Il 3 maggio, mentre l’Italia usciva dal lockdown e il resto del mondo si preparava al peggio, Eric Ries ha detto: “E’ il momento migliore per fare una startup”. Diciamo che se ne intende: nel 2011 un suo libro, The Lean Startup, ha venduto oltre un milione di copie, che possono sembrare poche solo se non si considera che non era un romanzo, ma un saggio su come fare una azienda di successo. Il ragionamento fatto da Ries a maggio non era originale ma storicamente fondato: i momenti di crisi sono quasi sempre perfetti per lanciarsi in una nuova impresa. Perché emergono nuovi bisogni, crollano certezze e leadership che sembravano eterne, spuntano speranze. Senza tanta poesia, basterà ricordare, come si fa sempre in questi casi,  che la General Motors, la IBM, la Disney, la Toyota sono nate in tempo di crisi. Ultima, AirBnb, fondata nel 2009, con il mondo occidentale in recessione profonda. 

L’occasione per mettere alla prova la profezia di Eric Ries c’è stata lunedì e martedì. Era in programma il trentunesimo Demo Day di Y Combinator: per chi non lo sapesse un “demo day” è una giornata in cui le migliori startup di un programma di accelerazione si presentano ai potenziali investitori; e Y Combinator è forse il miglior acceleratore del mondo.

Quello da cui sono uscite le startup di maggior successo. La particolarità di questo Demo Day non era la pandemia: anche quello di marzo si era svolto con il coronavirus che avanzava e le città che chiudevano:…

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