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Like a Sharon Stone – la Repubblica

Like a Sharon Stone – la Repubblica 

La sua ultima battaglia riguarda il Covid-19, affinché «i vaccini siano un bene comune universale esente da qualsiasi brevetto di proprietà, un diritto per tutti nel mondo». A 62 anni, dopo un ictus felicemente superato e con un’autobiografia quasi pronta a uscire, Sharon Stone non smette di dare battaglia. Nell’intervista concessa in esclusiva al Venerdì in edicola domani con Repubblica e su R+ racconta a Paola Jacobbi il suo ruolo nella serie Ratched (disponibile su Netflix dal 18 settembre) e il nuovo clima che si respira a Hollywood dopo il #metoo. «Oggi vai a lavorare e sai che la tua unica preoccupazione sul set è recitare» dice l’attrice, che però non dimentica quello che accadeva fino a pochi anni fa: «Io sono ancora furente per certe cose che mi sono successe. Non posso andare da quei cento tizi dei vari studios che mi hanno variamente chiesto di essere carina con loro. E anche se lo facessi non cambierebbe niente, ormai. Ma sono contenta che adesso sappiano che non lo possono più fare».

La storia di copertina del Venerdì si conclude con un articolo di Curzio Maltese che ricorda quando Stone invitò il pubblico di un teatro ad accavallare le gambe come in Basic Instinct: un gesto per rivendicare la libertà di ognuno a vivere appieno la propria sessualità.

Sul nuovo numero del magazine di Repubblica trovate un’altra intervista esclusiva: Domenico Arcuri, contestatissimo commissario all’emergenza Covid, si racconta a…

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