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L’ultimo saluto a Filippo fra le lacrime della regina

Un omaggio sobrio, ma commosso, con due protagonisti a interpretare il momento dell’estremo congedo e un intero Regno a fare da sfondo. La Gran Bretagna ha detto oggi addio al principe consorte Filippo, spirato venerdì 9 aprile quasi centenario, chiudendo un capitolo di storia nazionale durato quanto i 73 anni del suo matrimonio inossidabile con Elisabetta II. E la regina, a pochi giorni dal 95esimo compleanno, ha salutato per l’ultima volta l’uomo e il sostegno di una vita, aggrappandosi come sempre allo stoicismo d’un ferreo senso del dovere, eppure ripiegata nella solitudine del crepuscolo senza poter nascondere un dolore umano profondo: segnato da qualche inusuale lacrima inghiottita a stento, in piedi dinanzi alla bara.

Il funerale, non di Stato, ma solenne – prescritto dalle minuziose volontà dello scomparso e sancito dalle non meno rigorose indicazioni fissate dalla sovrana per garantire che tutti i riflettori del tributo nazionale fossero puntati sul marito – si è svolto secondo le cronometriche cadenze militari che il duca di Edimburgo, veterano della Seconda Guerra Mondiale tra le file della Royal Navy e figura popolare per quanto non aliena a controversie e gaffe politicamente scorrette, amava. Con il Regno che si è fermato per un minuto in silenzio, da Boris Johnson in giù, ma senza fronzoli o clamori (salvo una militante ambientalista esibitasi a distanza in topless, quasi inosservata). E con gli stessi componenti della Royal Family confinati a fare corona.

Complici gli obblighi dell’emergenza Covid, che hanno circoscritto l’accesso alla cappella di St George annessa al Castello di Windsor per il rito della sepoltura a una trentina tra familiari e cortigiani strettissimi; e limitato a qualche presenza alla spicciolata i raduni di sudd

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