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Margherita Vicario, musica e parole: “La scintilla arriva dal dolore e dalla felicità”

Margherita Vicario, musica e parole: “La scintilla arriva dal dolore e dalla felicità” 

Ritornare in scena, sul palco, a esibirsi: “In un certo senso, è stato inaspettato. Eravamo pronti a rimandare tutto. E invece ci sono stati degli eventi, dei festival, che si sono riadattati e che sono stati felici di accogliermi”. Mentre parla, Margherita Vicario – cantautrice e attrice, il 10 settembre a Milano, nella cornice di Cuori impavidi, e su Rai 1 con la nuova stagione di Nero a metà – conserva la forza e la morbidezza della sua voce; e si racconta con calma, cercando nei meandri della memoria e nella matassa dei pensieri. “Siamo andati di fretta, sì, ma io ho provato comunque a dare il massimo. Vedere le persone sedute per terra, con la mascherina, che non possono ballare, è stato uno shock. Ma è la realtà, e dobbiamo imparare a conviverci”.

Quanto è importante il pubblico per la musica?
“È il motivo per cui viene fatta. La mia idea di concerto è molto teatrale. E per me il pubblico è fondamentale. Io cerco sempre di individuare quelli che sono venuti per ascoltarmi, mi dedico a loro, e magari riesco a trascinare anche gli altri”.

Nelle sue canzoni, è particolarmente attenta alle parole che usa: alla loro melodia intrinseca.
“A volte, quando scrivo, soprattutto nelle fase iniziali, le parole vengono a galla da sole, come bolle d’aria. Arrivano in maniera del tutto irrazionale e inaspettate. E a quel punto, prima ancora di affidarmi al significato, mi affido al suono”.

C’è una svalutazione delle parole?
“Forse c’è una svalutazione di chi le pronuncia….

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