Cronaca

Maria Paola Gaglione, il compagno Ciro: ‘L’amavo ma dicevano: meglio morta che con uno così’

Maria Paola Gaglione, il compagno Ciro: ‘L’amavo ma dicevano: meglio morta che con uno così’ 

Acerra – “Stavamo insieme da tre anni ma la famiglia di Maria Paola non voleva. Dicevano che eravamo due donne. Io però non sono una donna. Per loro invece sì. Addirittura, li ho sentiti dire che avrebbero preferito che la figlia morisse, piuttosto che stare con uno come me. Un masculillo”. Ora che il pendolo della cronaca ci riporta al Parco Verde di Caivano per un’altra storia di dolore e sofferenza, è da una foto postata sui social che dobbiamo partire. Ci sono un ragazzo e una ragazza che si abbracciano. Sembrano felici.

Adesso Ciro è qui, nel cortile della clinica Villa dei Fiori di Acerra. Ha il braccio ingessato, un livido sotto gli occhi. Ciro, appunto, che all’anagrafe si chiama Cira ed è di sesso femminile. “A 15 anni ho capito chi ero e ho preso la mia decisione. Questo è quello che sono”, ripete mentre la mamma, Rosa Buonadonna, commossa, lo guarda. Maria Paola Gaglione non c’è più. È morta cadendo dal motorino in sella al quale viaggiava insieme a Ciro. Secondo la Procura, l’incidente è stato provocato dal fratello di lei, Michele, che li ha inseguiti in sella a una moto fino a mandarli fuori strada e ora è in carcere.

Ma questo è materiale per magistrati e avvocati. La vita è un’altra cosa e la racconta Ciro.
Avere il corpo di donna ma essere un uomo dentro non è facile da nessuna parte, figuriamoci qua, dove non ci sono solo pregiudizi, ma anche uno Stato incapace di aiutare i più fragili. Ciò nonostante, c’è chi riesce a non farsi…

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