Cronaca

Omicidio Willy, le carte: “Abbella!”, quel commento di troppo che ha scatenato l’inferno

Omicidio Willy, le carte: “Abbella!”, quel commento di troppo che ha scatenato l’inferno 

 La notte più buia di Colleferro è cominciata con un bacio rivolto da un ubriaco alla ragazza di un altro. Ed è finita col corpo dell’incolpevole Willy Moteiro Duarte a terra, privo di vita. Cos’è successo davvero dentro e davanti al locale “Duedipicche”, punto di riferimento della movida per i ragazzi della zona? Chi ha provocato chi? E per cosa? E chi ha sferrato il calcio mortale allo sterno del povero Willy?
Attraverso fonti qualificate, testimonianze dirette e riscontri contenuti nell’ordinanza di convalida del fermo dei quattro accusati di omicidio preterintenzionale (Marco Bianchi, Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli rimangono in carcere, a Francesco Belleggia invece, difeso dal legale Vito Perugini, sono stati concessi i domiciliari), Repubblica è in grado di ricostruire cosa è accaduto quella notte prima del brutale pestaggio. Quando due gruppi di ragazzi, uno proveniente da Artena, l’altro da Colleferro e Paliano, si sono trovati faccia a faccia per un motivo futile. Banale come può essere un “abbella”, seguito da un bacio provocatore. E’ la prima ricostruzione documentale, ancora imperfetta, ma che fornisce sufficienti dettagli della cornice in cui è avvenuto l’omicidio del 21enne Willy Monteiro Duarte. Andiamo con ordine.

Il gruppo di Artena

La sera del 5 settembre Francesco Belleggia, 23 anni, diploma da geometra e il sogno di entrare nei carabinieri, parte da Artena, dove vive con i genitori (padre operaio, madre casalinga), e raggiunge…

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