Politica

Palamara: “Questo Csm non è imparziale. Il mio processo si faccia nel prossimo Consiglio”

Palamara: “Questo Csm non è imparziale. Il mio processo si faccia nel prossimo Consiglio” 

ROMA – Palamara rifiuta il suo giudice, il Csm. Perché “non si può celebrare un procedimento dove ci sono vittime e colpevoli”. Quindi l’ex pm chiede di non essere giudicato disciplinarmente dall’attuale Consiglio. Perché l’atteggiamento di palazzo dei Marescialli, e quindi il suo futuro giudizio, non potrebbero essere “imparziali” come invece dovrebbero essere.
 
L’ex pm di Roma, imputato a Perugia per corruzione, si presenta davanti alla sezione disciplinare del Consiglio e deposita una memoria di 35 pagine con cui chiede che sia lo stesso Csm – passo obbligato questo perché lui non può farlo direttamente – a rivolgersi alla Consulta per rinviare il giudizio disciplinare al futuro Consiglio, quello che sarà eletto nel 2022.
 
Bisogna ricordare subito, prima di entrare nel merito delle accuse di imparzialità fatte da Palamara, che già Cosimo Maria Ferri (deputato oggi renziano, prima Pd), sotto inchiesta disciplinare anche lui per l’incontro all’hotel Champagne di Roma con altri consiglieri del Csm, con Palamara e con Luca Lotti (deputato Pd), per influire sulla nomina del nuovo procuratore di Roma, ha già chiesto e ottenuto di adire la via della Corte costituzionale.
 
Ma torniamo alle accuse di Palamara e alle sue ragioni per spostare nel tempo, e di fronte ad altro giudice, il suo processo disciplinare, in cui è difeso dal consigliere della Cassazione Stefano Giaime Guizzi. Palamara sostiene che i componenti dell’attuale Csm avrebbero già…

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