Economia

Pensioni, da opzione 41 a quota 102: le proposte in arrivo al tavolo con i sindacati

Pensioni, da opzione 41 a quota 102: le proposte in arrivo al tavolo con i sindacati 

MILANO – Il dossier pensioni torna al centro dell’agenda di governo. Domani è in programma l’incontro tra gli esponenti dell’esecutivo e i rappresentanti dell’esecutivo per riaprire il cantiere della previdenza, dopo che a più riprese è stato chiarito che quota 100 non verrà prorogata al termine della sperimentazione triennale.

Addio quindi alla possibilità di lasciare il proprio posto di lavoro qualora età e anni di contribuzione arrivino a 100. Allo stesso tempo però il governo studia una nuova finestra di uscita, una sorta di quota 102, con 64 anni di età anagrafica e 38 di contributi, a fronte comunque di una riduzione minima dell’importo in virtù dei minori anni di contribuzione rispetto all’uscita tradizionale. ll tutto a partire dal 2022, quando cioè quota 100 non sarà più attivabile.

Altra ipotesi allo studio, caldeggiata soprattutto dai sindacati, è quota 41. In questo caso l’accesso al pensionamento scatterebbe indipendentemente dall’età anagrafica, ma con almeno 41 anni di contribuzione alle spalle, ipotesi che oggi è prevista per una ristretta categoria di lavoratori.
 

Proietti  (Uil): “Domani ci aspettiamo risposte chiare”

“Domani ci aspettiamo di entrare nelmerito e dall’esecutivo ci aspettiamo risposte chiare”, ha detto Domenico Proietti, segretario confederale Uil, in merito all’incontro sulla riforma del sistema previdenziale previsto per domani pomeriggio alle ore 17.

“Negli incontri precedenti – spiega Proietti – abbiamo illustrato al…

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