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Petrolio, il mercato teme un nuovo crollo: meno 11% in pochi giorni

Petrolio, il mercato teme un nuovo crollo: meno 11% in pochi giorni 

ROMA –  Il petrolio torna a essere un sorvegliato speciale nei mercati finanziari. Non si parla ancora di crollo dei prezzi, ma il segnale arrivato negli ultimi giorni potrebbe anche rappresentarne l’anticamera. Nelle ultime due settimane, il derivato sul greggio americano (seconda la quotazione del Wti, l’indice West Texas Intermediate) ha perso circa l’11 per cento. Da ieri vale poco più di 38 dollari al barile, sotto la soglia psicologica dei 40 dollari. Sono 5 in meno rispetto ai 43 dollari raggiunti il 31 agosto una delle punte massime dell’estate. Andamento analogo per il Brent, l’indice londinese che fa da riferimento per il mercato europeo, che ieri per la prima volta è sceso sotto i 40 dollari dall’inizio di giugno (a fine agosto stava a 45 dollari).
 
Ma cosa è accaduto? Gli investitori sono preoccupati per la ripresa dei contagi: anche se i governi non sembrano intenzionati a nuovi lockdown totali, le incertezze sulla ripresa economica stanno pesando sui piani di molte aziende. In altre parole, molte aziende navigano a vista e hanno congelato parte dei piani di investimenti, aspettando che la situazione sanitaria si chiarisca. O, perlomeno, si capisca l’intensità della seconda ondata.
 
Se ne è avuta riprova pochi giorni fa con il nuovo dato delle scorte di petrolio sul mercato statunitense, ovviamente il più importante del mondo. Le scorte di greggio “commerciale”, destinato alla raffinerie, sono cresciute nell’ultima settimana di 2…
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