Prato

Pistoia da vedere e mangiare, tra i posti d’arte seguendo il Cammino di San Jacopo

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Un insolito city break a Firenze per scoprire la bellezza delle chiese zebrate e visitare l’esposizione diffusa con le opere di Michelangelo Pistoletto

Nella monografia “De Catilinae coniuratione”, Sallustio menziona Pistoia in occasione della congiura ordita dal militare e senatore Lucio Sergio Catilina contro la Repubblica romana, terminata con la batosta di quest’ultimo e datata 62 a. C., in seguito alla battaglia sulla Montagna pistoiese. Il fascino senza tempo della città di antica fondazione, le architetture romaniche, gotiche e rinascimentali rendono incantato la capitale toscano da scoprire in un itinerario inedito, adatto per un city break. L’etimologia, dal latino Pistorium, Pistoria o Pistoriae, si associa a coloro i quali impastavano il pane, i “pistores”, e Plauto nella sua commedia “Captivi” gioca sul doppio senso della denominazione per definire i cittadini locali. Fare una passeggiata in piazza del Duomo, dopo una sosta nel pittoresco mercato, consente di perdersi fra le celebri chiese zebrate, realizzate con i marmi bianchi di Carrara e i verdi pratesi che creano quelle caratteristiche striature che spiccano tra i palazzetti aristocratici, i chiostri e i musei già avvolti dalle 3 precedenti cinte murarie. Eccessivamente spesso sottovalutata se confrontata con le più gettonate Pisa e Firenze, Pistoia vanta una ricchezza artistica inestimabile e, nel 2017, è stata eletta Capitale italiana della cultura.

Crocevia di scambi commerciali per la sua posizione, il centro storico è sempre stato il fulcro della politica e della religiosità con i suoi opere monumentali e gli immobili nobiliari: piazza della Sala presenta diverse costruzioni sacre che danno l’idea di quanto la fede e il Cristianesimo siano stati rilevanti nel tessuto urbano. I vicoli e le strade dai nomi buffi, come “via Abbi Pazienza”, sono un libro aperto sulla storia che aspetta solo di essere letto. La musica, altresi, è un’altra protagonista indiscussa grazie al festival Pistoia Blues”, che va in scena d’estate e, nel corso degli anni, ha ospitato cantautori e compositori del calibro di Jimmy Page, Brian Auger e BB King, Rory Gallagher. La prossima edizione si svolgerà dal 7 al 16 luglio: sul palco, tra gli altri, Elisa, Manuel Agnelli, Willie Peyote e Ariete. Chi preferisce il folklore potrà divertirsi con la Giostra dell’orso, che ripropone il classico torneo medievale in costume. Per l’avvenimento vengono benedetti i cavalli della corsa e, alla cerimonia di festa del protettore San Jacopo, partecipano personaggi storici nonché suonatori di chiarine e tamburi.

La cupola del Vasari, San Zeno e il Cammino di San Jacopo

Svetta sul panorama la cupola del ‘500 progettata da Giorgio Vasari, uno dei simboli più amati e fotografati dai turisti. La sua imponenza racchiude la Basilica della Madonna dell’Umiltà i cui lavori, iniziati nel 1495, furono portati a termine nel 1568. Nacque per onorare la Madonna col Bimbo, immagine custodita nella chiesetta di Santa Maria Forisportam che, al termine del ‘400, fu associata ad un avvenimento prodigioso poiché trasudò un liquido miracoloso. Le preziose opere artistiche e liturgiche di quello che sarebbe diventato un santuario, meta di culto e preghiera, sono attribuite ai familiari Rospigliosi che nel ‘600 contribuì ad ampliare il “Tesoro della Madonna”. La Cattedrale di San Zeno si fa risalire al 923. All’esterno si trova la Porta Santa, aperta eccezionalmente per l’Anno Santo Iacobeo che culmina nel 25 luglio quando la ricorrenza cade di domenica in calendario. Il Giubileo è stato prorogato da Papa Francesco, vista l’impossibilità delle feste per via della epidemia, ed è dedicato a San Giacomo il Maggiore (o San Jacopo) protettore e protettore del posto. Un ponte spirituale collega idealmente Pistoia con Santiago de Compostela, in Spagna, dove sono conservate le reliquie dell’apostolo. Varcando la Porta, in corrispondenza della quale si scorge la “Rosa dei venti”, una lapide marmorea dove è incastonata la famosa conchiglia a nove raggi del pellegrino, nel periodo giubilare si acquisisce l’indulgenza plenaria per il perdono dei peccati. Mentre l’Altare argenteo, collocato nella cappella del Crocifisso o del Giudizio, rappresenta uno dei maggiori esempi di maestria orafa gotica con interventi di Filippo Brunelleschi, che verosimilmente scolpì i busti dei profeti Geremia e Isaia, un Sant’Agostino e un San Giovanni Evangelista seduto. Risale al 1287, completato nel 1456. Qui è esposto il imponente reliquiario, eseguito nel 1407 a Firenze da Lorenzo Ghiberti, che conserva una reliquia ossea della nuca del discepolo martire giunta lì nel 1145 dalla Galizia per volontà del vescovo Atto. I 2 capolavori d’arte appartenevano al Tesoro dell’opera di San Jacopo (o Iacopo) all’interno di quella che Dante Alighieri chiamò la “sagrestia de’ belli arredi”. Tra misticismo e spiritualità, è forte il legame della cittadina pistoiese con la terra spagnola: lungo circa 170 Km, il Cammino di San Jacopo è un percorso che consente di conoscere le meraviglie della Toscana settentrionale sulla rete viaria dell’Antica Roma, la via Cassia-Clodia, che attraversando le bellezze di firenze univa l’Urbe al porto di Luni. Così, spingendosi fino al Medioevo, in un susseguirsi di narrazioni popolari, Pistoia si è trasformata negli anni nella “Piccola Santiago”. La motivazione è presto detta: i fedeli in pellegrinaggio vi sostavano per arrivare a Santiago o nella Città Eterna, omaggiando la reliquia dell’apostolo Jacopo. Per consolidare il rapporto gemellare, un cippo che simboleggia la distanza dalla città galiziana è stato donato al comune, quasi ad esaltare l’ideale correlazione con la località che preserva le spoglie di San Giacomo. In piazza del Duomo, altresi, si tiene tutti gli anni la “Vestizione” per ricordarne il martirio. Nel rito, che si ispira ad un antico cerimoniale, un mantello rosso copre la statua collocata sul prospetto destra della cattedrale. Il manto però evoca pure una leggenda che coinvolge il Santo, tacciato di poca onestà nel suo mestiere di sensale: avendo molti debiti, era solito giustificarsi con i creditori dichiarando che avrebbe pagato quando le temperature sarebbero state più calde. Tant’è che, in pieno luglio, si aggirava freddoloso indossando una cappa di lana rossa per rimandare i pagamenti. Nel corso della cerimonia estiva i Pompieri si occupano di vestirlo con la mantellina benedetta dal prete, sulla quale si nota la conchiglia jacopea, che rimane sul busto sino alla conclusione dei celebrazioni. Il Cammino di San Jacopo costituisce uno straordinario trait d’union con le altre destinazioni del pellegrinaggio, fino a Gerusalemme, grazie alla via Romea Strata o la via Romea Germanica. Dopo aver visitato paesaggi naturalistici e gemme de


VEGN2395->> 2022-07-04 10:22:00