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Quante foto abbiamo scattato questa estate, e perché

Quante foto abbiamo scattato questa estate, e perché 

Questa estate, solo ad agosto, con il mio smartphone ho scattato poco più di cinquecento foto. Cinquecentoventisei. Ci sono moltissimi tramonti, alcune memorabili albe, tante chiese, soprattutto quelle barocche in Sicilia, il Colosseo, la Reggia di Caserta, Platone e Aristotele in una della Stanze di Raffaello; non c’è la Cappella Sistina perché lì è vietato fare foto, ma in compenso c’è una strepitosa e minuscola Cappella a Cori che vale il viaggio. E soprattutto ci sono i miei affetti, specialmente i miei figli. So che un giorno, quando saranno grandi e le giornate diventeranno lunghissime, li cercherò scorrendo questa macchina del tempo formidabile che è la memoria del nostro telefonino. 

Possono sembrare tante le foto che ho scattato. Troppe. Un inutile tentativo di fermare il tempo o di aiutare la memoria. Eppure per la prima volta non sono aumentate da un anno all’altro. Nel 2019, furono lo stesso numero, circa. Non per me, per tutti. La stima del totale delle foto digitali scattate e da scattare nel 2020 si attesta ad mille e 436 miliardi e 300 milioni. Un triliardo e quattro, se vi sembra più facile. Può sembrare un numero enorme e in un certo senso lo è. Chi lo ha calcolato ha aggiunto che se per ogni foto impiegassimo un secondo, per farle tutte una sola persona impiegherebbe più di 45 mila anni; e che se ogni foto fosse un bambino, tutti assieme potrebbero fare una catena umana che arriverebbe a Saturno. Può sembrare un numero enorme ma non…

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