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Quel robot ci prende in giro

Quel robot ci prende in giro 

Si parla molto di un esperimento interessante che ha fatto il Guardian. Ha fatto scrivere un articolo importante, un editoriale, ad una intelligenza artificiale. Nel titolo la semplificano un po’. Dicono: “Un robot ha scritto tutto questo articolo: siete spaventati voi umani?”. In realtà non dovete immaginare un robot con le braccia e le gambe e tutto il resto. Di GPT-3, questo il suo nome, non esiste nemmeno un’immagine e non per questioni di privacy: infatti è una intelligenza artificiale, il programma di un computer, anzi, è considerata una delle intelligenze artificiali più sofisticate e teoricamente “pericolose”. Così dissero quelli che avevano realizzato la versione precedente, che infatti si chiamava GPT-2 (GPT sta per generative pre-trained transformer). Per dare una idea del salto in avanti, GPT-2 era stata addestrata “ingoiando” 1 miliardo e mezzo di parametri; con GPT-3 siamo a 175 miliardi. Se i parametri fossero libri, praticamente uno stava alle elementari, questo sta uscendo dall’università. Cosa fa di speciale? Un sacco di cose: sviluppa siti internet, prescrive medicine, risponde a molti tipi di domande. Ma il motivo per cui ne parliamo è che GPT-3 scrive, scrive come un essere umano. Gli dai il via e quello produce un testo nelle stile che vuoi. 

Ma è esattamente così? Ci stiamo dicendo questo: ci stiamo dicendo che il “robot” avrebbe scritto che “non dobbiamo avere paura” perché non ci vogliono eliminare. Ma non è vero: quelle cose le abbiamo…

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