“Questa tragedia ci insegnerà a distinguere ciò che è essenziale da ciò che è secondario”

“Questa tragedia ci insegnerà a distinguere ciò che è essenziale da ciò che è secondario”

di Stefano

Marchetti

Tanti portano una croce, provano il dolore della malattia e del distacco, vivono nella paura, nellI’incertezza per l’oggi e per il futuro, nella solitudine. Ma ci sentiamo tutti feriti, colpiti. È come se il pesante masso che chiudeva il sepolcro di Gesù sia “appoggiato sul nostro cuore oppresso dalla sofferenza”, scrive l’arcivescovo Erio Castellucci nel suo messaggio di Pasqua, ’Una pietra esitante’.

“Nel dramma della pandemia quest’anno sembra riprodursi ’fisicamente’; il percorso che la liturgia ci propone spiritualmente: abbiamo vissuto la Quaresima, stiamo vivendo la Settimana Santa, e a Pasqua speriamo di poter vedere qualche luce anche nella situazione sanitaria, sociale, umana. La possibilità di uscire dal sepolcro dipende anche dal nostro impegno”, spiega don Erio, in una conversazione col Carlino.

In tanto buio, dove sta la luce? “In queste settimane tutti abbiamo visto che esiste …


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